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Robert Harris “Il ghostwriter”

ROBERT HARRIS

Robert Dennis Harris è nato in Gran Bretagna, a Nottingham, nel 1957. Dopo la laurea a Cambridge, ha lavorato a lungo come giornalista televisivo per la BBC e come opinionista per l’Observer e il Sunday Times. Nel 1992 ha pubblicato il suo primo romanzo, “Fatherland”, che ha subito riscosso un incredibile successo e lo ha trasportato nel gotha degli autori di best seller, tanto che da moltissimi suoi libri sono stati tratti dei film e tanto da farlo definire dal Times “il maestro dell’intelligent thriller”. E’ anche un valido saggista. Oggi vive nel Berkshire con la moglie e i quattro figli ed ha come cognato il romanziere Nick Hornby.

IL GHOSTWRITER

Adam Lang è l’ex Primo Ministro britannico. Il suo mandato era stato salutato con moltissimo entusiasmo dai concittadini e dal partito di appartenenza ma si era poi rivelato fallimentare, soprattutto a causa di un eccessivo impegno militare nei Paesi islamici e conseguenti continui attacchi terroristici in patria.
Ad ogni modo Lang è un uomo affascinante e una rinomata casa editrice gli commissiona un libro di memorie. In un primo momento è lo stesso braccio destro di Lang, McAra, a incaricarsi di scrivere il libro. Ma quando McAra muore in seguito ad uno sfortunato incidente, Lang e l’editore assumono un nuovo ghostwriter, il narratore della storia.
L’incarico del Nostro non è facile: raggiungere Lang, la moglie e l’entourage negli USA, dove l’ex Premier è impegnato in un giro di conferenze, per rilevare quanto già fatto da McAra e concludere il libro in pochissimo tempo.
A complicare le cose, poco dopo il subentro del nuovo scrittore, Lang viene travolto da uno scandalo politico che lo vuole coinvolto, accanto alla CIA, nel rapimento e nella tortura di alcuni presunti terroristi.
Mentre la bufera investe in pieno Lang, il Nostro, seguendo una pista già aperta da McAra, scopre alcune inesattezze nella biografia del politico che lo portano a ricercare verità molto scomode e assai pericolose.

GIUDIZIO

Harris è incredibilmente abile nel creare suspense servendosi del minimo di azione necessaria. Non ci sono corse o inseguimenti in questo romanzo, eppure fin dalle prime pagine la tensione ed il rischio sono palpabili e catturano il lettore, anche grazie all’uso della prima persona come voce narrante. L’intreccio è originale anche se, forse, alcuni passaggi centrali risultano un po’ nebulosi. Il finale è di grande effetto. Lo stile impeccabile, quasi forbito. I personaggi realistici e sfaccettati. Pur non essendo, a mio parere, bello come “Il Conclave” (che ho già recensito qui sul blog e che è il primo libro di Harris che ho letto), si tratta senz’altro di un thriller di alto livello.

Dal romanzo è stato tratto un film con Pierce Brosnan ed Ewan Mcgregor molto vicino alla trama originale ma che non mi ha convinta fino in fondo.

il ghostwriter

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