recensioni

Nora Roberts “Il bugiardo”

NORA ROBERTS OVVERO ELEANOR MARIE ROBERTSON

Eleanore Marie Robertson è nata a Silver Spring, USA, nel 1950. Subito dopo il diploma, nel 1968, sposò, contro il parere della famiglia, un compagno di classe. I novelli sposi si spostarono quindi a vivere in una cittadina del Maryland, ebbero due figli ed Eleanore contribuì al bilancio familiare con lavori di artigianato (ceramiche ed abbigliamento). Il matrimonio si concluse con un divorzio sul finire degli anni ’70. Nel 1985 Eleanore si sposò per la seconda volta ed ancora oggi vive con il marito a Boonsboro.
In concomitanza con la fine del primo matrimonio, Eleanore si diede alla scrittura. Nel 1983 vinse il suo primo RITA e da allora non ha più smesso di pubblicare. Ad oggi è autrice di circa 150 romanzi, ha vinto il RITA altre 6 volte e da moltissimi suoi volumi sono stati tratti adattamenti cinematografici. I suoi libri escono sempre sotto pseudonimo. Il più noto è certamente quello di Nora Roberts. Poi ci sono Sarah Hardesty e Jill March. In ogni caso si tratta sempre di sentimentali con sfumature gialle. Un discorso a parte sono i volumi pubblicati con il nome J.D. Robb ambientati nel futuro e con protagonista la detective Eve Dallas.
Il bugiardo è l’ultimo romanzo a nome Nora Roberts ed è uscito durante l’estate del 2018.

IL BUGIARDO

Shelby Foxworth, a 24 anni, dopo cinque anni di matrimonio, rimane vedova. Il marito, Richard, ricco agente finanziario, muore annegato in seguito all’affondamento della sua barca e la lascia con una bambina di 4 anni. Pochi gironi dopo l’incidente, la giovane donna scopre di essere sommersa dai debiti: il marito non è mai stato davvero un agente finanziario, piuttosto un truffatore con una situazione economica assai traballante. Dopo un primo momento di panico, Shelby si rimbocca le maniche, vende tutto ciò che può, dimezza il suo debito e decide di tornare dalla sua famiglia, a Rendezvous Ridge, in Tennessee.
A casa la accolgono i nonni, i genitori, i fratelli e moltissimi amici di famiglia. Finalmente al sicuro tra i suoi cari, Shelby affronta con più lucidità il suo passato. Si rende conto di non aver mai amato veramente Richard e di essere stata per lui solo una sorta di copertura per loschi maneggi. Di aver subito per anni violenza psicologica che l’ha portata ad isolarsi dalla famiglia d’origine, a perdere fiducia in se stessa e a dipendere completamente dal marito. La presa di coscienza è dolorosa ma anche l’inizio del suo recupero. La giovane donna infatti trova un lavoro, si riappropria dei suoi affetti e fa il possibile per riscoprire in se stessa la forza e l’indipendenza che da ragazza aveva sempre avuto. In breve tempo intreccia anche una nuova e sana relazione.
Ma lasciarsi il passato alle spalle non è così semplice. Shelby non solo è ancora fortemente indebitata ma viene anche contattata da diversi individui che le svelano ulteriori informazioni su Richard e che la perseguitano convinti che lei sia in possesso di una grossa cifra lasciatale dal marito. La donna non può dunque fare a meno di scavare ulteriormente fra i trascorsi di Richard: portare in luce tutta la verità è il solo modo che ha per liberarsi definitivamente del passato e per potersi ricostruire una vita felice ed appagante nella cittadina d’origine.

GIUDIZIO

Da ragazza ho letto molti romanzi di Nora Roberts. In particolare ho amato follemente la serie a nome J.D.Robb su Eve Dallas. Da anni però non mi dedicavo a niente di suo. La trama de “Il bugiardo” mi è parsa intrigante e così ho deciso di acquistarlo.
La storia non è particolarmente originale ma avrebbe comunque del potenziale se non fosse che è sviluppata male. Il romanzo parte bene: la situazione angosciante in cui si ritrova Shelby dopo la morte del marito è descritta con maestria e le sue prime scoperte su Richard fanno intravvedere uno sviluppo thriller interessante. Anche l’arrivo della giovane vedova a Rendezvous Ridge è ben costruito: i caratteristici paesini americani, dove ci si conosce tutti, si lasciano le porte aperte e si vive di pettegolezzi tutto sommato innocui sono sempre affascinanti. Ma da qui in avanti l’autrice si perde. Il ritmo rallenta. Il lettore si trova da un lato la nascente storia d’amore fra Shelby e Griffin, dall’altro le indagini sul passato di Richard. L’aspetto sentimentale è anche passabile, quello giallo invece appare confusionario, spesso ripetitivo e piuttosto inconcludente. La traduzione in italiano, piena di refusi ed errori, certo non migliora le cose.
Nel complesso un romanzo piuttosto mediocre.

 

Il bugiardo

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