recensioni

Tana French “Il Collegio”

TANA FRENCH

Tana Elizabeth French è nata a Burlington, in Vermont, USA, nel 1973, da genitori irlandesi. Durante l’infanzia e l’adolescenza ha vissuto in diverse nazioni (fra cui l’Italia dove è stata naturalizzata) fino a quando non si è definitivamente stabilita a Dublino. Dopo gli studi al Trinity College, ha lavorato come attrice professionista sia al cinema che a teatro. In un secondo momento ha esordito come romanziera: nel 2007, con “Nel bosco”, ha creato la serie “Squadra speciale omicidi Dublino” con cui, negli anni, ha vinto numerosi premi, fra cui l’Edgard Award, il Macavity Award, il Premio Barry e l’Anthony Award. “Il collegio”, del 2019, è il settimo volume della saga.

IL COLLEGIO

Nel prestigioso collegio femminile dublinese St Kilda viene scoperto il cadavere di Chris Harper, studente al terzo anno del vicino ed altrettanto prestigioso istituto maschile St Colm. Il caso, di alto profilo, viene assegnato all’attempato detective Thomas Costello ed alla giovane, rude ed ambiziosa Antoniette Conway. Nonostante l’impegno prodigato soprattutto dalla giovane investigatrice, il delitto resta insoluto e la Omicidi passa ad occuparsi di altro.
Ad un anno esatto dalla morte di Harper, Holly Mackey, figlia adolescente del celebre detective Frank e già coinvolta a soli 11 anni in un’indagine molto complessa, si presenta alla sezione Casi Freddi della polizia di Dublino per affidare una nuova prova a Stephen Moran, l’investigatore che, giovanissimo, l’aveva assistita da bambina e che scalpita da tempo per farsi trasferire alla Omicidi.
Moran coglie la palla al balzo ed ottiene di assistere la Conway nella nuova serie di indagini sul vecchio caso. Nonostante i due detective siano profondamente diversi l’uno dall’altra, empatico e affascinante il primo, brusca ma attenta osservatrice la seconda, la collaborazione pare funzionare e i sospetti degli investigatori si attestano subito su otto ragazze divise in due gruppetti da quattro, in lotta fra loro come solo delle adolescenti di buona famiglia possono essere.
Attraverso lunghi interrogatori e felici intuizioni, Moran e la Conway riusciranno a squarciare il velo di omertà e a scoprire la verità a lungo celata in nome di quelle struggenti passioni che solo dei sedicenni sono in grado di provare davvero.

GIUDIZIO

L’ultimo romanzo della Fench è un giallo di stampo psicologico: le prove materiali sono pochissime, tutto si basa sulla personalità delle sospettate e sulle dinamiche interne ai vari gruppi. L’autrice è bravissima nel descrivere il mondo segreto degli adolescenti e il lettore si ritrova fra i corridoi del lussuoso collegio accanto a quelle ragazze privilegiate ma comunque in balia di emozioni e sentimenti potenti e difficili da gestire. Anche i due investigatori sono resi alla perfezione, con i loro limiti, pregiudizi ed ambiguità. La narrazione non procede ad un ritmo particolarmente serrato ma il continuo passaggio dall’indagine attuale all’ultimo anno di vita della vittima la rende comunque sufficientemente vivace ed avvincente. Lo stile è piuttosto ricercato ma non spiacevole. Due, a mio parere, i limiti del romanzo: il vago accenno alla magia ed un clima, in generale, troppo immaginifico. In ogni caso so già che recupererò quanto prima anche i volumi precedenti della serie.

 

Il collegio

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