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LUCINDA RILEY: “IL GIARDINO DGLI INCONTRI SEGRETI”

LUCINDA RILEY

Lucinda Riley è il nome d’arte di Lucinda Edmonds, nata a Lisburn, in Irlanda, nel 1968, che oggi vive fra il Norfolk, Inghilterra, ed il sud della Francia, insieme al marito e ai quattro figli.

Terminati gli studi, la Riley ha provato ad intraprendere la carriera di attrice ma non ha avuto successo. Così, a 24 anni, nel 1992, ha scritto il suo primo libro, diventando, in pochi anni, un’autrice romance di successo, tradotta in 28 lingue e con all’attivo più di cinque milioni di copie vendute.

Negli ultimi anni la Riley si è concentrata sulla famosa saga “Le sette sorelle” di cui, a marzo del 2019, sono già stati pubblicati i primi cinque volumi, sui sette previsti. In precedenza però l’autrice aveva pubblicato esclusivamente romanzi stand alone, fra cui “Il giardino degli incontri segreti” del 2010.

IL GIARDINO DEGLI INCONTRI SEGRETI

A poco meno di trent’anni Julia Forrester è una splendida donna ed un’acclamata pianista ma ha già subito fin troppe perdite. La madre è morta quando lei aveva solo 11 anni, lasciandola con un padre, George, famoso botanico, amorevole ma assente ed una sorella maggiore, Alicia, così premurosa ed invadente da diventare soffocante. Pochi anni dopo Julia ha perso anche l’adorato nonno Bill. Infine, da poco meno di un anno, perfino il marito Xavier ed il figlioletto Gabriel sono morti in un incidente stradale. Obnubilata dal dolore, Julia si è rifugiata in un piccolo cottage nel Norfolck, vicino al padre, alla sorella ed alla tenuta di Wharton Park, dove il nonno lavorava come giardiniere.

Wharton Park è da sempre di proprietà della nobile famiglia Crawford, nello specifico è stata da poco ereditata dal bel Kit, amico d’infanzia di Julia. Anche Kit ha alle spalle una storia d’amore tragica che lo ha portato ad abbandonare gli studi in medicina ed a viaggiare invece per il mondo con diverse associazioni di volontariato nel tentativo di redimersi da quella che lui vive come una sua colpa.

Quando Julia e Kit si ritrovano si scoprono in grado di lenire le sofferenze reciproche e si innamorano l’una dell’altro. La loro relazione li porta però anche ad indagare il passato delle loro famiglie, da sempre legate. Sarà Elsie, la nonna materna di Julia, adorabile vecchietta ancora perfettamente lucida, a svelare i segreti che hanno tenuto legati Crawford e Forrester fin da prima della seconda guerra mondiale, cioè dai tempi in cui la bella Olivia si innamorò e sposò Harry Crawford mentre Elsie era la sua cameriera personale e Bill il giardiniere ed un fidato commilitone di Harry. La storia si spingerà fino all’esotica Bangkok e stravolgerà l’esistenza di tutte le persone coinvolte, perché il passato in molti casi ha conseguenze anche a lunghissimo termnie.

GIUDIZIO

La costruzione di base dei libri della Riley è sempre la stessa, quella tipica anche di Kate Morton: partire dal presente per poi andare a sviscerare il passato remoto dei personaggi coinvolti ai nostri giorni e sviluppare quindi due trame diverse destinate poi a congiungersi. Anche “Il giardino degli incontri segreti” è strutturato così ma presenta  diversi limiti. Innanzitutto, la tipica fase della ricerca del passato, la vena per così dire mistery, qui manca del tutto: la storia dei Crawford viene introdotta partendo dal ritrovamento di un diario che poi non sere a nulla visto che sarà Elsie a raccontare tutto quanto accaduto. In secondo luogo, la vicenda personale di Julia e di sua sorella è davvero poco credibile, piena di colpi di scena inutili e fini a se stessi. Infine, la chiusura del libro è banale e prevedibile. Un appunto a parte merita poi il titolo scelto per l’edizione italiana: quello in inglese, tradotto letteralmente “Fiore di serra”, è perfettamente appropriato, mentre “Il giardino degli incontri segreti” c’entra davvero pochissimo con la trama. Fatte queste premesse, devo comunque riconoscere l’abilità dell’autrice nella costruzione dei personaggi e ,soprattutto, con le descrizioni, che catapultano il lettore fra i colori, i profumi ed i rumori del Norfolk come di Bangkok.

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