recensioni

Glenn Cooper “Il segno della croce”(Le avventure di Cal Donovan I)

GLENN COOPER

Glenn Cooper è nato nel 1953 a White Plains, cittadina dello stato di New York. Nel 1974 si è laureato in archeologia ad Harvard e, quattro anni dopo, anche in medicina alla Tufts University. Dal ’78 all’85 ha esercitato come medico per diverse associazioni dedite agli aiuti internazionali. Dopo di che si è dedicato alle biotecnologie, ottenendo assai in fretta il ruolo di CEO per diverse aziende impegnate nel settore. Ha iniziato a scrivere negli anni ’90, soprattutto sceneggiature (che però non hanno avuto alcun seguito), ed ha pubblicato il suo primo libro nel 2009. Il suo ultimo romanzo, uscito a fine 2016, è “Il segno della croce”.

IL SEGNO DELLA CROCE

Nel 327 d.c. Elena, madre dell’imperatore Costantino, organizza uno scavo archeologico e trova la Lancia di Longino o Sacra lancia, cioè quella con cui è stato ucciso Gesù, nonché i chiodi con cui è stato crocifisso: si tratta di reliquie importantissime, che vanno ad aggiungersi alle spine della corona che gli cingeva il capo. Nei secoli, numerosi episodi testimoniano un potere intrinseco in queste reliquie che diventano una vera e propria ossessione per Hitler ed Himmler, convinti sostenitori del “cristianesimo positivo”, cioè di una religione che spinga gli Ariani alla lotta ed alla vittoria. A guerra finita sarà un gruppo di nostalgici a recuperare parte delle reliquie ed a conservarle in attesa di poterle riunificare a quelle ancora disperse per far risorgere il Reich.

Ai giorni nostri, in un paesino abruzzese, Monte Sulla, un giovane prete, Giovanni Berardino, sostiene di avere le stigmate ai polsi, alla stessa stregua di Padre Pio. Il Papa (che ricorda molto Bergoglio) incarica Calvin Donovan, docente di Storia delle Religioni ad Harvard, di indagare sulla veridicità delle affermazione di Padre Giò. Donovan, un aitante quarantenne, amante dell’alcool, del lusso e delle belle donne, rimane affascinato dal giovane sacerdote e si convince che non stia mentendo. E la pensano così anche i neonazisti, i Cavalieri di Longino, che rapiscono il prete convinti di poterlo usare per scovare le reliquie mancanti ed attivare così un’arma micidiale, in grado di sconvolgere la situazione politica internazionale.

Sarà Donovan, coadiuvato dalla sorella di padre Giò, Irene, a fare il possibile, ed anche l’impossibile, per salvare il prete ed annullare la minaccia nazista, in una corsa contro il tempo.

GIUDIZIO

Glenn Cooper è uno scrittore di grande talento: l’intreccio narrativo, i dialoghi, lo spessore dei personaggi sono tutti di alto livello. Inoltre non si può non rimanere affascinati dalle digressioni storiche e dal modo in cui l’autore riesce a far convivere e convergere fede e scienza (anche se a volte diventa eccessivamente macchinoso). Il romanzo non è particolarmente originale, a qualunque amante del genere è chiaro fin da subito che strada lo scrittore andrà a tracciare, tuttavia si tratta di un libro che vale senz’altro la pena di leggere.

LE ALTRE OPERE

Da quando si è dedicato ai romanzi Cooper è stato assai prolifico. Ha raggiunto il successo con la tetralogia della Biblioteca dei morti, costituita da “La biblioteca dei morti”, “Il libro delle anime”, “Il tempo della verità” ed “I custodi della biblioteca”, una serie veramente originale che ho divorato. Mi sono piaciuti anche tutti i suoi romanzi singoli: “La mappa del destino”, “Il marchio del diavolo”, “L’ultimo giorno” e “Il calice della vita”. Al contrario mi ha molto delusa “Dannati”, al punto che non ho letto gli altri due romanzi della trilogia, “La porta delle tenebre” e “L’invasione delle tenebre”.

il segno della croce

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