recensioni

Caroline Graham “Le indagini dell’Ispettore Barnaby”

CAROLINE GRAHAM

Caroline Graham nacque a Nuneaton, in Gran Bretagna, nel 1931. Dopo gli studi, che abbandonò prima del previsto, lavorò come operaia, poi servì nella Royal Navy, quindi svolse numerose mansioni nell’ambiente teatrale e radiofonico. A partire dal 1971 si dedicò completamente alla scrittura, prima come autrice di programmi radiofonici e televisivi, poi come romanziera. I suoi libri meglio riusciti e più conosciuti sono i sette gialli imperniati sulla figura dell’Ispettore Capo Tom Barnaby.

LE INDAGINI DELL’ISPETTORE BARNABY: IL TELEFIM

In Italia il personaggio di Tom Barnaby è conosciuto soprattutto grazie alla fortunata serie televisiva che si basa proprio sui romanzi della Graham. Io stessa sono stata una fan accanita delle prime tredici stagioni, interpretate da uno straordinario John Nettles (e, da fan, ne approfitto per lamentare i tagli arbitrari che le nostre reti effettuano per inserire la pubblicità e che spesso rendono difficoltoso seguire la storia). Nella quattordicesima stagione però Nettles è stato sostituito da Neil Dudgeon nelle vesti di John Barnaby, il cugino di Tom che gli subentra al momento del pensionamento. Ho provato ad appassionarmi al nuovo cast ma non ci sono proprio riuscita.

LE INDAGINI DELL’ISPETTORE BARNABY: I LIBRI

Il successo del telefilm ha fatto sì che venissero tradotti in italiano i romanzi originali, purtroppo però, a tutt’oggi, dei sette libri sono disponibili solo il primo, il secondo ed il sesto (… misteri delle nostre case editrici), ovvero “Ragnatele di inganni” (del 1987, inserito nella classifica delle migliori 100 indagini poliziesche di tutti i tempi e premiato nel 1989 come il miglior giallo di debutto), “Morte di un uomo da poco” e “Un posto sicuro”.

I romanzi sono tutti ambientati nella contea di Midsomer, capitale Custom. In realtà non esistono né Custom né la contea (infatti nel telefilm le location sono sparse fra Sussex, Oxfordshire, Buckinghamshire e Berkshire) ma la Graham rende perfettamente realistica l’ambientazione e il lettore non ha alcuna difficoltà ad immaginare la tipica contea inglese, fatta di piccoli e antichi villaggi pieni di cottage dal caratteristico tetto di paglia, da solide dimore aristocratiche, da chiese in pietra di epoca medioevale, da giardini e parchi curati nei minimi dettagli, da pub allegri e rumorosi.

In sì fatto ambiente quasi bucolico tutti conoscono tutti e all’apparenza le comunità sono sempre unite, addirittura affiatate. Ma dietro la facciata si agitano passioni, ossessioni, tradimenti e gelosie in perfetto stile Miss Marple.

Proprio a causa di queste tensioni nascoste, di volta in volta, qualcuno è portato a commettere uno o più omicidi su cui l’Ispettore Capo Tom Barnaby indaga.

Barnaby è un poliziotto tutto d’un pezzo, un poco burbero ma attento e coscienzioso. I suoi metodi sono quelli vecchio stile, ben lontani dalle tecnologie alla CSI, si tratta di interrogatori, perquisizioni, sopralluoghi, capacità intuitive. Viene sempre affiancato dal sergente Gavin Troy, giovane, spesso razzista e affascinato dall’azione più che dal minuzioso lavoro necessario alla raccolta delle prove.

La sera, a casa, l’Ispettore dismette i panni del solido ed imperturbabile professionista e si rivela un marito e un padre affettuoso e presente. Joyce, sua moglie, è una donna vivace, dai mille interessi. Cully, la figlia, già più che adolescente, è una ragazza dal carattere forte e con le idee chiare ma legatissima al padre. Spesso sono proprio le donne della sua vita ad aiutare Barnaby nell’indagine di turno, con osservazioni sagaci e pertinenti che lo aiutano a guardare un caso da una prospettiva diversa e risolutiva.

Gli intrecci sono sempre assai complessi ma anche perfettamente credibili e le soluzioni davvero straordinarie.

GIUDIZIO

Si tratta dunque di gialli classici, dallo stile lineare, con intrecci validi, ambientazioni affascinanti e vagamente inquietanti, personaggi ben costruiti che evolvono di storia in storia. Assolutamente da leggere.

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