recensioni

Stephen King “Joyland”

STEPHEN KING

Stephen Edwin King è nato a Portland nel 1947. E’ uno degli scrittori statunitensi più famosi e prolifici dei nostri tempi: ha pubblicato all’incirca ottanta opere. I suoi romanzi rientrano nel genere Fantasy o nell’Horror. Il pubblico lo ha sempre amato, come dimostra il fatto che da moltissimi suoi libri siano state ricavate trasposizioni cinematografiche o televisive. Al contrario, la critica a lungo lo ha definito in maniera dispregiativa e solo a partire dagli anni ’90 ha iniziato a rivalutarlo.

Io sono da sempre una fan di King. Ho iniziato a seguirlo da ragazza, alle scuole superiori, leggendo la maggior parte dei suoi romanzi Horror, da “Carrie” a “Cujo”, da “Pet Sematary” a “Le notti di Salem”. Negli anni però la mia passione per gli horror si è esaurita. Sia nel contesto della letteratura che in quello delle scelte televisive, non ho più lo stomaco per tollerare le brutture del genere umano enfatizzate allo stremo. Straordinariamente anche il sig. King è cambiato insieme a me: già in alcuni casi negli anni ’90, ma soprattutto a partire dal 2000, la sua vena horror si è attenuata, a favore del thriller e del fantasy.

“Joyland”, uscito nel 2013, è senz’altro uno dei suoi romanzi che ho amato di più.

JOYLAND

Estate 1973. Davin Jones è uno studente universitario squattrinato in cerca di un lavoro estivo che gli consenta di mettere da parte qualcosa per l’anno accademico successivo. Accetta un incarico nel parco giochi stazionario di Heaven’s Bay, in Carolina del Nord, Joyland. Si sistema presso un’affittacamere insieme ad altri due ragazzi: il brillante ed affascinante Tom Kennedy e la stupenda Erin Cook. Il lavoro al parco non è certo una passeggiata, ma Devin è affascinato sia dal clima decadente del parco e della zona circostante, sia dagli artisti che vi lavorano da sempre, il vecchio proprietario, la chiromante, l’addetto alla ruota panoramica. Soprattutto si sente attratto dal tunnel della paura, dove anni prima è stata uccisa una ragazza, Linda Gray. Mentre l’estate si trascina e diventa autunno, Devin matura e si mette a nudo e si avvia a risolvere il vecchio omicidio.

GIUDIZIO

La capacità di King di catapultare il lettore nel suo mondo raggiunge l’apice con Joyland. Per quanto infatti la vena di mistero che porterà al colpo di scena finale pervada l’intero romanzo, sono soprattutto le descrizioni e l’introspezione di Devin ad avvincere il lettore. Lo stile è pulito e divertente e l’ultima pagina arriva troppo presto.

joyland

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestmail

Facebooktwitteryoutubeinstagram

Lascia un commento