recensioni

Ransom Riggs “La casa per bambini speciali di Miss Peregrine”

RANSOM RIGGS

Ransom Riggs è nato in Maryland nel 1980 ma è poi cresciuto in Florida e ha concluso il suo ciclo di studi alla University of Southern California. Ha lavorato a lungo come blogging (una specie di analista) per Mental Floss (società di e-commerce) e come autore di cortometraggi destinati ad internet. Ha scritto il “Manuale di Sherlock Holmes” su cui è stato basato il film del 2009 di Guy Ritchie. Proprio durante la lavorazione del “Manuale” Riggs è incappato in vecchissime fotografie con soggetti assai particolari, al limite del freak, in stile circo dell’orrore. Partendo da queste immagini ha sviluppato due libri: “Talking Pictures” del 2012 e, soprattutto, “La casa per bambini speciali di Miss Peregrine” del 2011. L’enorme successo di pubblico del racconto ha convinto l’editore a spingere per trasformare il libro, di per sé stesso autoconclusivo, nel primo di una trilogia, per cui nel 2014 è uscito “Hollow City: il ritorno dei bambini speciali di Miss Peregrine” o “Hollow City – Il secondo libro di Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali” e nel 2016 “La biblioteca delle anime – Il terzo libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali”. Tuttavia secondo e terzo romanzo della saga non hanno raggiunto il successo sperato. Comunque è possibile che ora vengano rilanciati, dal momento che al cinema è appena uscito il film di Tim Burton: “Miss Peregrine – La Casa dei Ragazzi Speciali” (che però nella parte finale si discosta moltissimo dal romanzo).

LA CASA PER BAMBINI SPECIALI DI MISS PEREGRINE

Jacob è un adolescente di 16 anni senza quasi vita sociale. E’ cresciuto ascoltando le storie fantastiche di nonno Abe, ebreo polacco, sulla sua infanzia, trascorsa su un’isoletta del Galles, in uno dei rifugi per bambini nati in seguito alle persecuzioni naziste. Per anni Jacob ha preso per veri i racconti del nonno ma, crescendo, si è convinto che fossero tutti inventati, una sorta di risposta psicologica di Abe agli orrori vissuti nel corso della seconda guerra mondiale. Tuttavia quando il ragazzo trova il nonno morto a causa di un aggressione violenta gli pare anche di vedere uno dei mostri di quelle vecchie storie. Jacob rimane traumatizzato, si ritira da scuola e inizia un percorso di cura psichiatrico. Quando gli incubi notturni iniziano finalmente a diminuire, Jacob e il padre si ritrovano a svuotare la vecchia casa del nonno e il ragazzo incappa una serie di indizi sulla località esatta dell’orfanotrofio e sul fatto che comunque qualcosa di strano lì dovesse essere avvenuto. Così, supportato dallo psichiatra, convince i genitori ad intraprendere un viaggio sull’isola, alla ricerca della verità. E, una volta giunto in Galles, non tarderà a scoprire che i racconti del nonno erano tutti veri … mostri compresi.

GIUDIZIO

A differenza di molti altri fantasy adatti sia ai ragazzi che agli adulti, a partire da Harry Potter per finire a Shadowhunters, trovo che questo romanzo possa funzionare davvero solo come libro per ragazzi. Lo stile è scorrevole e piacevole ma i personaggi sono bidimensionali, privi di un vero spessore, la storia è piuttosto banale e il mistero facilmente intuibile, la tematica, che pure avrebbe dovuto essere importante, del rifiuto del diverso è appena accennata. Inoltre tutta la prima parte del libro è una sorta di introduzione e l’azione vera e propria è relegata agli ultimi capitoli che diventano a quel punto fin troppo veloci a rincorrere un finale che lascia con l’amaro in bocca, soprattutto se si considera che nell’intenzione originale dell’autore il romanzo non dovesse avere alcun seguito. In conclusione una bella favola ma per bambini (esattamente come il film).

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