recensioni

Kate Morton “La donna del ritratto”

KATE MORTON

Kate Morton è nata in Australia nel 1976. Si è laureata in letteratura inglese ed ha seguito un corso di approfondimento al Trinity College di Londra. Terminati gli studi, in un primo momento, pensò di intraprendere la carriera di attrice teatrale. Poi però si rese conto che la sua vera passione era la scrittura.
Il suo primo romanzo “Ritorno a Riverton Manor” (vedi blog) del 2007 ottenne un notevole successo e da allora la scrittrice non si è più fermata. Nel 2008 è uscito “Il giardino dei segreti” (vedi blog), “Una lontana follia” è del 2010 (vedi blog), nel 2012 è stato pubblicato “L’ombra del silenzio”, mentre nel 2015 è stata la volta de “I segreti della casa sul lago”. A fine 2018 è uscito “La donna del ritratto”.
E’ sposata con un compositore ed ha due figli.

LA DONNA DEL RITRATTO

Birchwood Manor è una villa che sorge nella campagna dell’Oxfordshire. Ha origini antichissime ed è circondata da numerose leggende che la descrivono come un luogo magico.
Edward Radcliffe scopre la casa intorno alla metà dell’Ottocento, quando ha solo 14 anni, e ne rimane così affascinato che, diventato un artista di fama, la acquista nel 1861. L’estate successiva vi conduce un gruppo di amici per trascorrervi un lungo periodo. Il soggiorno però si conclude in maniera tragica e l’anima di una delle ospiti resta intrappolata nella casa, si fonde con essa.
Alla morte di Edward, Birchwood Manor viene ereditata dalla sorella minore Lucy, che vi fonda una scuola per signorine. L’esperimento però non ha lunga durata: una delle alunne muore in circostanze poco chiare e l’istituto deve chiudere i battenti.
Quando Lucy diventa troppo vecchia per occupare da sola una casa tanto grande, decide di darla in affitto. Subito dopo la fine della Grande Guerra, Leonard, ex soldato e studioso di arte, vi passa un lungo periodo. Poi, durante il periodo dei bombardamenti su Londra, nel corso del secondo conflitto mondiale, è la volta di July e dei sue tre bambini.
Nel dopo guerra la casa viene aperta al pubblico ed in quel periodo una delle nipoti di July vi trascorre l’ultimo pomeriggio prima di morire in un incidente d’auto. Diversi anni dopo, la pronipote di July, archivista, trova, fra i documenti che sta esaminando, alcuni riferimenti alla villa e riesce a collegarli alla storia della sua famiglia, così decide di visitarla nello stesso periodo in cui un investigatore privato sta facendo in loco alcuni sopraluoghi su incarico della discendente di una delle alunne di Lucy.
In tutti questi casi, gli inquilini vengono in qualche modo in contatto con il fantasma della tenuta che, di volta in volta, svela ulteriori particolari su se stessa, fino a rivelare tutta la verità sulla sua dipartita.

GIUDIZIO

Il nuovo romanzo della Morton si discosta nettamente da tutta la sua produzione precedente. Il vero personaggio principale del libro infatti non è un essere umano ma la casa, Birchwood Manor, cui l’Essenza soprannaturale dà voce. Vista l’insolita protagonista, tutta la struttura del romanzo risulta particolare, con continui passaggi fra epoche diverse. Di per se stessi questi due elementi non sono affatto spiacevoli, anzi. Tuttavia l’autrice non riesce a rendergli davvero giustizia. La narrazione procede in maniera confusa, senza uno schema che aiuti il lettore ad orientarsi. Inoltre la presenza di tanti personaggi secondari e di tante sotto trame lascia in sospeso moltissimi fili narrativi che non trovano uno sbocco naturale. Il romanzo può certo essere definito un mistery ma il pathos, presente in ogni pagina, non decolla mai davvero. Nulla da contestare invece alle descrizioni, accurate come sempre, né alle contestualizzazioni storiche.
Concludendo, il romanzo si fa leggere ma è decisamente al di sotto delle aspettative.

 

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