recensioni

Sarah Haywood “La felicità del cactus”

SARAH HAYWOOD

Sarah Haywood è nata a Birmingham, in Inghilterra, negli anni ’80.
Ha studiato giurisprudenza presso la Kent University ed il Chester College of Law. Ha fatto tirocinio in uno studio legale di Londra, è stata consulente per la Citizen Advice ed, infine, è entrata nella pubblica amministrazione e si è dedicata alle accuse di negligenza legale.
Mentre portava avanti la sua carriera giuridica, ha anche seguito un corso di scrittura creativa alla Open University ed ha poi conseguito un master nel medesimo indirizzo alla Manchester Metropolitan University.
“La felicità del cactus” è stato il suo romanzo d’esordio. In Inghilterra ha rapidamente scalato le classifiche dei libri più venduti, quindi è stato tradotto in diverse altre lingue ed anche in Italia ha riscosso notevole successo.

LA FELICITA’ DEL CACTUS

Susan Green è una piacente quarantacinquenne. Cresciuta con un padre alcolizzato ed una madre molto più legata al fratello minore Ed che non a lei, è diventata una donna incredibilmente ben organizzata e razionale (al limite del patologico), felicemente autonoma ed indipendente, per nulla empatica (quasi sociopatica direi). Non a caso è totalmente priva di amici e di qualsivoglia tipo di vita sociale ed ha portato avanti una relazione più che decennale con un uomo altrettanto arido vedendolo una sola sera a settimana.
Susan è comunque pienamente soddisfatta della sua vita e non aspira a nulla di diverso quando due avvenimenti inaspettati cambiano completamente le carte in tavola. Da un lato rimane incinta. Dall’altro la madre, già vecchia e malata, muore lasciando al fratello una parte decisamente più consistente di eredità.
Susan decide di tenere il bambino ed anche di fare causa al fratello per circonvenzione di incapace ma, nei mesi in cui la gravidanza procede e la causa legale attraversa i vari step, Susan cambia. Un’amorevole vicina di casa ed un caro amico del fratello si insinuano nella sua vita e questi nuovi rapporti, unitamente agli stravolgimenti legati alla gravidanza ed ad alcune scoperte relative alla sua infanzia, fanno crollare la sua corazza e le fanno riassaporare il piacere delle emozioni vere e profonde.

GIUDIZIO

Il libro della Haywood è difficile da classificare. Sebbene la protagonista abbia quarantacinque anni, io parlerei di romanzo di formazione. Susan racconta in prima persona quello che le accade durante i mesi della gravidanza, quasi come in un diario: all’inizio tende a travisare tutto quanto le accade intorno, interpretando gesti e situazioni nella sua ottica distorta e paranoica ma poi, un passo alla volta, prende a vedere le cose da una prospettiva diversa, più morbida, aperta, disponibile. Il lettore percepisce chiaramente questo cambiamento e l’antipatia che di certo ha sperimentato all’inizio del romanzo nei confronti della protagonista si attenua mano a mano fino a trasformarsi in tenerezza. Un libro insolito e sorprendente che mi è piaciuto molto.

 

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