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Kevin Kwan “Asiatici ricchi da pazzi – La fidanzata cinese”

KEVIN KWAN

Kevin Kwan è nato e cresciuto a Singapore da una famiglia dell’alta borghesia locale. Si è trasferito negli USA per frequentare l’Università di Houston, dopo di che è rimasto a vivere in America, a New York.
“Asiatici ricchi da pazzi” è stato il suo primo libro ed ha riscosso un notevole successo a livello internazionale al punto che presto sarà anche un film. Data l’accoglienza così positiva, Kwan ha deciso di fare di “Asiatici ricchi da pazzi” il primo romanzo di una trilogia. Il secondo volume è appena uscito in italiano: “Asiatici ricchi da pazzi. La fidanzata cinese”.

ASIATICI RICCHI DA PAZZI. LA FIDANZATA CINESE (Spoiler rispetto al primo libro della serie)

E’ trascorso del tempo dalle vicende del primo romanzo. Nick è riuscito a riconquistare Rachel e i due sono ormai prossimi alle nozze in California. La famiglia di Nick sarà però in gran parte assente: il giovane professore ha troncato i rapporti con la madre e la nonna, del tutto contrarie al suo legame con Rachel. Ma, proprio alla vigilia delle nozze, la madre di Nick piomba alle prove della cerimonia con una straordinaria sorpresa per i due giovani: in seguito ad una serie di fortunate coincidenze ha finalmente scoperto chi è il vero padre di Rachel, uno degli uomini più ricchi ed influenti dell’intera Cina!
Dunque, dopo le nozze, Nick e Rachel partono per andare a conoscere la famiglia di lei ma le cose non saranno semplici come previsto: la presenza di una matrigna e di un fratellastro complicheranno le cose e Rachel, ancora una volta, dovrà fare i conti con delle spiacevoli verità.

GIUDIZIO

Se nel primo romanzo Kwan aveva sconvolto i lettori descrivendo i ricchi singaporiani con dovizia di particolari, in questo secondo romanzo va a svelare la realtà ancora più straordinaria dell’elite cinese. L’operazione però mi ha ricordato molto la saga degli “I love shopping” della Kinsella: il primo romanzo è senz’altro originale, il secondo risulta più pesante ed il lettore dopo poco si stanca delle citazioni di grandi marche di abbigliamento, gioielleria, ecc, tanto più che il libro è davvero lungo. L’intreccio comunque riesce, almeno in parte, ad attenuare il problema anche perché ormai di sentimentale non c’è più nulla e il romanzo vira piuttosto sul giallo. Inoltre l’autore si è liberato degli inutili flash back della prima opera e anche dell’uso eccessivo di espressioni in mandarino.
Dunque un libro piacevole ma un po’ prolisso. Vedremo come andrà con il terzo ed ultimo romanzo della serie.

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