recensioni

Susan Elizabeth Phillips “La grande fuga”

SUSAN ELIZABETH PHILLIPS

Susan Elizabeth Phillips è nata a Cincinnati, in Ohio, nel 1948. Ha lavorato come insegnante di scuola media fino alla nascita del suo primo figlio. A quel punto ha scritto un romanzo a quattro mani con Claire Kiehl e ha pubblicato sotto lo pseudonimo di Justine Cole. Il libro è andato bene ma la Phillips e famiglia si sono dovuti trasferire dall’Ohio in New Jersey così lei ha deciso di provare a scrivere da sola usando il suo vero nome. Oggi è un’autrice da milioni di copie e tradotta praticamente in tutto il mondo. Vive con il marito e i due figli a Chicago.
La Phillips ha scritto numerosi romanzi stand alone ma è famosa principalmente per due serie: quella dei “Chicago Stars”, particolarmente originale perché si tratta di romance ambientati nel mondo sportivo, e quella lunga ed articolata di “Wynette Texas”, di cui “La grande fuga” è il settimo libro, pur risultando comunque perfettamente auto conclusivo.

LA GRANDE FUGA

Lucy ha vissuto i primi quattordici anni della sua vita con una madre tossicodipendente ed una sorellina minore da proteggere. Poi è stata adottata dagli Jorik: Mat, giornalista di successo, e Nealy, politica di carriera.
Da quel momento, salvo pochissimi episodi di ribellione adolescenziale, Lucy ha sempre cercato di essere una figlia modello, soprattutto dopo che la madre è stata eletta Presidente degli Stati Uniti. Si è impegnata nel sociale, prima direttamente poi come lobbista, e si è fidanzata, ormai adulta, con il perfetto Ted Beaudine di Wynette, Texas.
Ora, a trentun’anni, Lucy è fuori dalla Chiesa dove sta per essere celebrato il suo matrimonio. Gli occhi dell’intera nazione sono puntati su di lei.
E lei fugge! Presa dal panico, con la consapevolezza che Ted sia certamente perfetto ma totalmente inadatto a Lei, comunica allo sposo ed ai genitori la sua decisione e, con indosso una toga trovata nel coro della cappella, si allontana dalla Chiesa attraverso dei vicoli nel tentativo di evitare i giornalisti.
E’ proprio in un vicolo che la trova Panda, alias Patrick, un motociclista bello e apparentemente rozzo che Lucy ha intravisto durante la cena di prova la sera precedente.
I due si allontanano insieme sulla moto. Panda è convinto che la fuga di Lucy sia momentanea, che la giovane donna, nel giro di un paio d’ore, gli chiederà di riportarla indietro. Ma Lucy ormai si è resa conto di aver passato gli ultimi anni calata in un ruolo che non le appartiene. Le serve tempo per capire chi è e cosa vuole fare.
Inizia così un viaggio alla riscoperta di sé che la porterà ad approfondire il suo rapporto con il misterioso motociclista ed a conoscere persone totalmente al di fuori del suo ambiente abituale ma assolutamente straordinarie: dalla sfortunata Bree, neo divorziata e con un figlioccio a carico, all’imponente Mike, dalla scorbutica Temple, alla capace Kristi. Nel corso di una lunga estate Lucy si scoprirà più forte e sicura di quanto non sia mai stata e finalmente troverà l’amore, stavolta quello vero.

GIUDIZIO

Questo è probabilmente uno dei romanzi più lunghi della Phillips. Si divide nettamente in due parti: la fuga di Lucy e Panda e poi il soggiorno di Lucy sull’isola.
La prima tranche è a mio parere troppo lunga e piuttosto noiosa, tanto più che non svela molto neppure sul carattere dei due personaggi principali.
Al contrario la seconda parte del libro mi è piaciuta moltissimo. Non solo ho amato Lucy e Panda, con le loro ombre personali e la loro evoluzione, ma anche le due storie corollario hanno saputo conquistarmi. Lo stile è quello tipico della Phillips, piacevole e con dialoghi brillanti. L’isola è descritta meravigliosamente e diventa essa stessa una sorta di personaggio. Le interazioni fra i personaggi sono numerose e complesse ma gestite alla perfezione. Il lieto fine è prevedibile ma non banale. Insomma l’ennesimo gioiellino di un’autrice che finora non mi ha mai deluso.

La grande fuga

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