recensioni

Amy Lloyd “La moglie innocente”

AMY LLOYD

Amy Lloyd ha poco più di trent’anni e vive a Cardiff, in Inghilterra. “La moglie innocente”, del 2016, è il suo romanzo d’esordio. Il thriller è già stato tradotto in numerosissime lingue e venduto in 17 Nazioni. Inoltre le è valso il primo premio del concorso “First Novel Competition” indetto dal “Daily Mail” e dalla “Penguin Random House”.

LA MOGLIE INNOCENTE

Samantha è un insegnante inglese di mezza età. Insignificante nell’aspetto, cronicamente insicura, priva di interessi di qualsiasi genere. Nell’ambito della sola relazione sentimentale importante della sua vita è sempre stata l’anello debole e sottomesso ma al momento della rottura qualcosa è cambiato.
Dennis Danson ha poco meno di quarant’anni e da venti è nel braccio della morte in seguito ad una condanna per omicidio. Bello come un modello, Dennis è stato condannato in seguito ad un processo-farsa, pilotato dalle forze di polizia locali cui serviva un capro espiatorio per la scomparsa di diverse adolescenti.
La messa in onda di un documentario relativo alla vicenda processuale, riporta in auge il caso Danson e l’opinione pubblica vi si appassiona. Anche Sam si lascia coinvolgere. Inizia a scrivere a Dennis, lascia l’Inghilterra per volare negli Usa e conoscerlo ed, infine, addirittura lo sposa.
Quando un altro detenuto confessa il crimine per cui Dennis è stato condannato, l’uomo viene scarcerato.
I due novelli sposi si ritrovano dunque a dover davvero vivere insieme, nel bel mezzo di una tempesta mediatica di enormi proporzioni e con Dennis del tutto digiuno di tecnologia moderna. In effetti entrambi i coniugi sono molto diversi da come cercano di apparire ma di quanto la sostanza si discosta dalla facciata?

GIUDIZIO

La Lloyd parte da un originale espediente narrativo e vi costruisce intorno un thriller di stampo psicologico, con pochi eventi, tutto giocato sulle riflessioni di Sam. Lo stile è semplice e l’andamento un poco lento ma l’autrice rende bene l’angoscia crescente. La psicologia dei personaggi però non è del tutto convincente, gli indizi lasciati al lettore sono pochi ed il finale non riesce a sorprendere davvero. Trattandosi di un’opera prima è auspicabile che l’autrice migliori con l’esperienza.

 

La moglie innocente

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