recensioni

Joel Dicker “La scomparsa di Stephanie Mailer”

JOEL DICKER

Joel Dicker è nato a Ginevra nel 1985 e vive ancora lì, circondato dalla famiglia e dagli amici d’infanzia.
Nel 2010 ha pubblicato il suo primo romanzo: “Gli ultimi giorni dei nostri padri”, un buon libro storico, che gli è valso anche un premio (“Prix des ècrivains genevois”), ma decisamente un’opera prima, con una partenza molto lenta ed un tardivo riscatto solo nella seconda parte (il libro è uscito in italiano solo nel 2015).
Nel 2012 il suo nuovo romanzo, “La verità sul caso Harry Quebert”, è stato un vero e proprio caso letterario che lo ha catapultato, a soli 27 anni, sull’Olimpo degli autori (al punto da fargli ottenere, cosa rara per uno scrittore, anche un contratto pubblicitario per una famosa casa automobilistica … del resto, oltre che talentuoso, il ragazzo è pure bellissimo!). Il libro, tradotto in 35 paesi, ha vinto innumerevoli premi, è stato osannato dalla critica e amato dal pubblico ed è di prossima uscita una sua trasposizione televisiva firmata da Jean-Jacques Annaud con Patrick Dempsey come protagonista.
E’ del 2017 la sua terza opera, “Il libro dei Baltimore”, una splendida via di mezzo fra un mistery ed una saga familiare, che ha bissato il successo del 2012.
Nella primavera inoltrata del 2018 è uscito il suo quarto romanzo “La scomparsa di Stephanie Mailer”.

LA SCOMPARSA DI STEPHANIE MAILER

Orphea, ridente cittadina degli Hamptons, inizio estate del 1994. Mentre la stragrande maggioranza della popolazione locale e dei turisti convogliano in centro per l’apertura del primo festival teatrale della regione, in una zona residenziale, il sindaco Gordon, la moglie ed il figlio vengono uccisi all’interno della loro abitazione. Nella sparatoria viene coinvolta anche la libraia Meghan che stava facendo jogging in zona. Il caso viene affidato a due giovani, ambiziosi e talentuosi detective dell’anticrimine, Jesse Rosenberg e Derek Scott. La coppia di poliziotti porta avanti un’indagine scrupolosa che si conclude, nel giro di un paio di mesi, con l’arresto di Ted Tennenbaum, imprenditore locale colluso con il sindaco. Il caso è di alto profilo e determina una notevole svolta professionale per Jesse e Derek ma finisce con il segnarli anche a livello personale.
New York City, inizio estate 2014. Jesse ha fatto una carriera brillante, ha raggiunto il grado di capitano e, nonostante la ancor giovane età, sta per lasciare la polizia per dedicarsi ad un misterioso progetto. Dopo aver perso, vent’anni prima, la fidanzata storica, è rimasto single. Derek è ancora in polizia anche se, dopo il caso del ’94, ha lasciato l’anticrimine e si è occupato solo ed esclusivamente di amministrazione. Ha sposato la ragazza con cui stava già allora ed i due hanno avuto tre figli.
A pochi giorni dalla sospirata pensione, Jesse viene avvicinato da Stephanie Mailer, giovane ed ambiziosa giornalista del quotidiano di Orphea. La ragazza gli comunica che è in procinto di pubblicare un articolo sul quadruplice omicidio del ’94 da cui risulterà evidente che la polizia all’epoca fermò l’uomo sbagliato. Poche ore dopo il colloquio fra Stephanie e Jesse, la giornalista scompare.
Jesse convince Derek a tornare insieme ad Orphea, che sta di nuovo per essere sede del festival teatrale. I due vecchi colleghi, con l’aiuto della vice sceriffo Anna Kanner, condurranno una doppia indagine che chiarirà inequivocabilmente quanto accaduto allora ed oggi.

GIUDIZIO

Nella stragrande maggioranza delle riviste di settore il nuovo romanzo di Dicker viene classificato come un giallo o un thriller. L’autore invece ci tiene a sottolineare come la sua storia si discosti della regole fisse del genere. Nei polar i personaggi citati sono sempre in qualche modo legati al fatto delittuoso, nell’opera di Dicker ci sono almeno trenta personaggi e non tutti sono davvero coinvolti nell’indagine. Inquadrare il romanzo in un genere predefinito dunque è impossibile. Piuttosto conviene parlare di una storia alla Dicker con altissimo grado di adrenalina, dove la trama gialla si intreccia indissolubilmente con la storia individuale dei protagonisti e dell’una e degli altri al lettore vengono forniti stralci poco alla volta, come pezzi di un puzzle che solo alla fine sarà possibile disporre nella maniera corretta, dopo aver a lungo tentato incastri apparentemente corretti ma non perfetti.
Lo stile dell’autore è stringato, ci si dilunga ben poco sulle descrizioni (anzi relativamente ai personaggi non viene data alcuna indicazione fisica) e i numerosi flashback risultano tutti strumentali alla narrazione. La voce narrante cambia continuamente, a raccontare sono, di volta in volta, i vari protagonisti.
Un romanzo bellissimo ed insolito: Dicker ha regalato ai suoi fans l’ennesimo gioiellino.

La scomparsa di Stephanie Mailer

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