recensioni

Alan Bennett “La sovrana lettrice”

ALAN BENNETT

Alan Bennett è nato a Leeds, in Inghilterra, nel 1934 in un contesto economicamente e socialmente svantaggiato. Si è potuto iscrivere all’Exeter College di Oxford grazie ad una borsa di studio e, dopo la laurea in storia, ha lavorato presso il medesimo ateneo prima come ricercatore e poi come professore. Negli anni ‘60 ha abbandonato il mondo accademico per dedicarsi al teatro, sia in veste di attore che di autore e, nel giro di un decennio, ha ottenuto un notevole successo come commediografo, al punto che di molte sue piece sono state realizzate delle trasposizione cinematografiche.

LA SOVRANA LETTRICE

Durante un qualsiasi pomeriggio a Buckingham Palace, la regina Elisabetta, ormai ultra settantenne, nel tentativo di richiamare all’ordine i suoi celeberrimi cagnolini, si imbatte in una biblioteca itinerante. Trovandosi nel furgoncino a dialogare con il bibliotecario e con un lavapiatti occupato proprio nelle cucine del Palazzo, prende in prestito un libro, più per gentilezza che non per vero interesse.
In effetti la Sovrana è cresciuta in mezzo ai libri: ciascuna delle sue tenute vanta ricche biblioteche. Tuttavia Elisabetta non è mai stata particolarmente attratta dalla lettura, come da nessun altro hobby in grado in qualche modo di distrarla dai propri doveri che per cinquant’anni ha eseguito con diligenza ed attenendosi alle ferree regole dell’etichetta.
La Regina decide comunque di leggere il volume preso in prestito e l’esperienza le piace al punto che la settimana successiva torna alla biblioteca per restituire il primo volume e prenderne un secondo.
Ben presto Elisabetta si ritrova quasi schiava della lettura, al punto che promuove lo sguattero conosciuto in biblioteca suo factotum per poter condividere con lui la nuova passione. Infatti il nuovo paggio, Norman, è il solo a Palazzo a condividere ed apprezzare il recente amore della Sovrana per i libri. Tutto il resto del personale vede questa abitudine come una bizzarria, soprattutto perché, per la prima volta da decenni, Elisabetta da un lato acquisisce una sensibilità prima del tutto inesistente, dall’altro prende a disinteressarsi dei suoi impegni a vantaggio della lettura, mettendo così in crisi il collaudatissimo ingranaggio degli impegni reali.
C’è addirittura chi pensa alla demenza ma, in realtà, la Sovrana è lucidissima, come avranno modo di scoprire tutti coloro che cercheranno di opporsi al suo nuovo interesse, il cui sbocco naturale sarà l’idea di diventare Lei stessa una scrittrice.

GIUDIZIO

Ho scoperto Bennett diversi anni fa, quando un amico mi ha regalato il testo di “Nudi e crudi”, un’opera che ho amato moltissimo e che ho avuto modo di vedere l’anno scorso al teatro Manzoni in una versione con Maria Amelia Monti nel ruolo principale (ne ho anche parlato qui nel blog). Sempre a teatro, all’Elfo stavolta, ho seguito una splendida rappresentazione di “The history boys” di cui ho poi apprezzato anche il film. Più recentemente ho visto in televisione “The Lady in the van”, con una straordinaria Maggie Smith.
Insomma, quando ho acquistato “La sovrana lettrice” (2007) ero pressoché certa che mi sarebbe piaciuto. Il racconto in effetti è piacevole ma decisamente meno brillante ed ironico rispetto alle altre opere di Bennett che già conoscevo. L’intreccio è inesistente. Più che altro si tratta di una sorta di riflessione sull’importanza della letteratura e su come i libri possano modificare la percezione che ciascuno di noi ha del mondo esterno. Certo utilizzare la regina Elisabetta II come protagonista è un espediente narrativo originale ma da un autore tanto geniale mi aspettavo di più.

La sovrana lettrice

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