recensioni

Stephenie Meyer “La Specialista”

STEPHENIE MEYER

Stephenie Meyer è nata ad Hartford, Connecticut, nel 1973. Si è laureata in letteratura inglese presso l’Università di Provo, Utah. Oggi vive a Phoenix, Arizona, con il marito ed i tre figli.

I ROMANZI PRECEDENTI

La Meyer è diventata famosa grazie alla Saga di Twilight. I quattro romanzi della serie sono stati pubblicati fra il 2005 ed il 2008, mentre è del 2010 il racconto lungo “La breve seconda vita di Bree Tanner”, un personaggio comparso nell’ultimo Twilight, e nel 2015 è uscito “Life and death”, una rivisitazione della storia di Twilight a ruoli invertiti, in cui cioè il vampiro è la ragazza e non il ragazzo. Nonostante il successo planetario, in molti hanno criticato la saga, valutandola superficiale, soprattutto se messa a confronto con altri fantasy, quali, uno per tutti, Harry Potter. Io, sebbene perfettamente consapevole che in effetti  l’immaginario fantastico di Twilight sia piuttosto semplicistico, ho apprezzato la storia d’amore. “L’ospite”, del 2008, è stato il primo romanzo della Meyer, completamente autonomo rispetto a Twilight. Si tratta di nuovo di un Fantasy ma, a mio parere, più profondo rispetto alla saga vampiresca e con una trama coinvolgente (se volete saperne di più l’ho già recensito). Con il nuovo romanzo, “La specialista” di fine 2016, invece la Meyer cambia completamente genere e passa al thriller.

LA SPECIALISTA

Juliana Fortis è una brillante studentessa di medicina, quando il Governo Americano la recluta  per il Dipartimento, uno di quei gruppi segretissimi (al punto da non avere neppure un nome ufficiale) impegnati nella lotta contro tutte le possibili minacce nazionali, quali terrorismo, droga, ecc. Sotto l’ala protettiva del suo mentore, Barnaby, la diciannovenne diventa abilissima nella creazione di droghe atte a far confessare qualunque soggetto  sotto interrogatorio (da qui il soprannome di Specialista). Ad un certo punto però Barnaby e Juliana, senza neppure rendersene immediatamente conto, apprendono qualcosa che non avrebbero dovuto e da carnefici diventano vittime: Barnaby rimane ucciso in un’esplosione “accidentale” in laboratorio, Juliana si dà alla macchia. Per tre anni la giovane donna riesce a sfuggire ai vari sicari inviati per ucciderla ma il prezzo che deve pagare per sopravvivere è altissimo: continui cambi di identità, casa e lavoro, totale impossibilità di stringere qualunque rapporto interpersonale, costante e assoluta paranoia. Dopo anni passati a sopravvivere invece che a vivere, Juliana viene contatta dal suo ex responsabile, Cartson, che le promette la libertà in cambio di un ultimo difficilissimo lavoro. La Specialista è fortemente tentata di accettare l’offerta, ma non è convinta fino in fondo che non si tratti dell’ennesima trappola, così prova ad indagare per suo conto sulla veridicità della minaccia per la quale il suo intervento sarebbe fondamentale. Le sue ricerche la porteranno a mettere in luce una verità assai scomoda per i più alti livelli del governo americano ma le daranno anche la possibilità di intrecciare, per la prima volta da anni, dei veri rapporti personali e a trovare un sistema per mettersi al sicuro per sempre … a patto di riuscire a portare a termine un piano incredibilmente audace.

GIUDIZIO

Come già nei romanzi precedenti, l’inizio del romanzo della Meyer è piuttosto lento ma, dopo i primi capitoli, mano a mano che la posizione della protagonista principale si chiarisce, la storia diventa coinvolgente ed il lettore si trova invischiato in un complotto di altissimo livello e in una corsa contro il tempo da cardiopalma, arricchita e non certo limitata da una dolcissima storia d’amore. La Meyer cresce ad ogni nuovo romanzo, mantenendo uno stile limpido ma con sempre maggiore attenzione ad intreccio e psicologia dei personaggi e questo thriller non ha nulla da invidiare a quelli di autori ben più esperti del genere.

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