recensioni

Rene Knight “La segretaria”

RENE KNIGHT

Renee Knight vive a Londra con il marito ed i due figli. Ha lavorato a lungo come documentarista per la BBC ed ha anche scritto svariate sceneggiature. “La vita perfetta”, del 2015, è stato il suo primo romanzo; “La segretaria”, del dicembre 2018, è il secondo.

LA SEGRETARIA

Londra. Christine Butcher è una bambina neppure decenne quando, alla fine degli anni ’70, perde la madre in uno strano incidente tornando da scuola. Resta a vivere con il padre con cui però non riesce mai a creare un rapporto di fiducia e così finisce con lo sposarsi giovanissima con Mike, assemblatore di mobili prefabbricati. Poco tempo dopo nasce Angelica e Christine è finalmente felice. Ma lo stipendio del marito non è sufficiente per tutti e tre, così lei cerca lavoro.
Dopo alcuni impieghi provvisori, all’inizio degli anni ’90, diventa la segretaria personale di Mina Appleton, beniamina del jet set internazionale, protagonista di un famoso programma di cucina e, soprattutto, erede dell’omonima catena di supermercati, noti per la qualità delle loro materie prime.
Mina è poco più grande di Christine. Ha tre figli piccoli che però stanno in collegio. E’ fresca di divorzio e lavora indefessamente accanto al padre. nella gestione dell’impresa di famiglia. Christine ne rimane da subito affascinata. In poco tempo viene praticamente risucchiata nella vita quotidiana della sua datrice di lavoro e finisce con il sacrificarle anche i suoi affetti personali.
Ma Mina è molto diversa da come appare in realtà e, ad un certo punto, un grosso scandalo rischia di travolgerla. In quell’occasione Christine riuscirà a rimanere al suo fianco? Fino a dove arriverà la sua fedeltà?

GIUDIZIO

Il nuovo romanzo della Knight ha uno stile sobrio che ne amplifica l’atmosfera inquietante. Il lettore viene coinvolto fin dai primissimi capitoli e trascinato a forza nel quotidiano delle due donne, nel loro rapporto evidentemente morboso ma da cui pare impossibile liberarsi. L’autrice è davvero fenomenale nella costruzione psicologica dei personaggi ed ha un’abilità sorprendente a far montare il phatos pagina dopo pagina, anche grazie all’espediente narrativo del procedere su due diversi piani temporali. Peccato però che poi il finale non sia assolutamente all’altezza delle aspettative ma risulti, anzi, banale. La Knight comunque è solo al secondo libro: sono certa che migliorerà.

 

La segretaria

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