recensioni

Carlo F. De Filippis “Le molliche del Commissario – La prima indagine di Vivacqua”

CARLO F. DE FILIPPIS

De Filippis è un professionista d’azienda che vive e lavora a Chieri (TO).
La scrittura è sempre stata un suo hobby e nel 2015 è stato pubblicato il suo romanzo d’esordio, il giallo “Le molliche del commissario. La prima indagine di Vivacqua”, di cui, nel 2017, è uscito il sequel, “Il paradosso di Napoleone”.

LE MOLLICHE DEL COMMISSARIO. LA PRIMA INDAGINE DI VIVACQUA

Torino. Nella Chiesa della Santissima Trinità Don Riccardo, un vecchio sacerdote, viene barbaramente ucciso. Il giorno successivo, in un condominio di lusso, viene rinvenuta, strangolata, una musicista bella e talentuosa di mezza età, la signora Petrini. I casi sono entrambi di competenza della squadra omicidi della polizia di Torino, in particolare del commissario Salvatore Vivacqua.
Vivacqua, detto Totò, è un cinquant’enne di origini siciliane ma residente nella capitale sabauda ormai da 15 anni con tutta la famiglia (moglie, due figli grandi e un cane). E’ un professionista esperto e con un curriculum di tutto rispetto. Lavoratore indefesso, basa tutte le sue indagini sulla coscienziosa ricerca di indizi che, anche se microscopici, sono di solito in grado di condurlo alla soluzione: si muove cioè come un uccellino dietro alle molliche di pane. Affiancato da una squadra coesa, gode della stima e della fiducia del questore, mentre è malvisto dal prefetto, che non apprezza la tendenza del commissario e dei sottoposti a infrangere qualche regola procedurale pur di ottenere risultati.
I due casi di omicidio che si verificano a Torino in tempi tanto ravvicinati, mettono non poco sotto pressione Vivacqua e la sua squadra, tanto più che da un lato c’è da trattare con la curia, notoriamente omertosa, dall’altro con la creme de la creme cittadina. Se a questo si aggiunge una sparatoria dai contorni nebulosi per la quale alcuni poliziotti stanno rischiando la sospensione, si ha il quadro di una situazione davvero complessa. Vivacqua e i suoi però non sono disposti a mollare: con tenacia e ignorando chiunque metta loro il bastone fra le ruote, arriveranno a risolvere entrambi i misteri.

GIUDIZIO

Il protagonista principale di questo giallo di impostazione classica, pur ricordando qua e là il Montalbano di Camilleri, ha una sua personalità e sa fasi voler bene. Tuttavia l’autore ha creato un intreccio davvero molto complesso in cui sono moltissimi gli individui coinvolti ed il lettore fatica a tener dietro agli indizi ed alle deduzioni dell’investigatore. I personaggi secondari, a partire dalla squadra di Vivacqua, fino ai componenti della famiglia, sono pennellati ma non approfonditi. Lo stile è piacevole ma i dialoghi spesso sono eccessivamente stringati e di difficile comprensione. Un esordio abbastanza valido ma su cui c’è molto da lavorare.

 

Le molliche del Commissario

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