recensioni

Angela Marsons “Linea di sangue (Le indagini di Kim Stone V)”

ANGELA MARSONS

Angela Marsons è una scrittrice inglese di mezza età. Vive con la compagna, un labrador ed un pappagallo nella Black Country, una regione dell’Inghilterra centrale connotata da miniere e centri siderurgici.
Ha scritto per anni ma è rimasta a lungo ignorata dagli editori e si è dovuta accontentare delle auto pubblicazioni. Tuttavia, anche grazie al costante sostegno della compagna, non ha mai gettato la spugna e alla fine la sua tenacia è stata premiata: il suo romanzo d’esordio, “Urla nel silenzio”, ha scalato tutte le classifiche internazionali e, nella versione digitale, ha venduto quasi quanto “La ragazza del treno”. Anche secondo, terzo e quarto libro (rispettivamente “Il gioco del male”, “La ragazza scomparsa” e “Una morte perfetta”) sono piaciuti moltissimo ed il quinto volume della serie, “Linea di sangue”, della primavera 2019, si appresta a fare lo stesso. Tutti i romanzi sono incentrati sul personaggio della detective Kim Stone ma sono comunque autoconclusivi.

LINEA DI SANGUE (LE INDAGINI DI KIM STONE V)

A poche ore dalla cattura di uno stupratore, Kim e la sua squadra vengono convocati sulla scena di un omicidio. La vittima è Deanna Brightman, responsabile dei servizi sociali della Black Country. A prima vista sembrerebbe trattarsi di una rapina o di un furto d’auto ma la detective Stone non ne è convinta, vista l’assenza di ferite da difesa e l’evidente freddezza dell’assassino nello sferrare una sola ed unica pugnalata precisa al millimetro. I sospetti di Kim vengono confermati a poche ore di distanza, quando viene rinvenuto il cadavere di una tossicomane, chiaramente uccisa con la stessa tecnica. La cosa più ovvia sarebbe pensare ad un serial killer ma le due vittime sono così diverse l’una dall’altra che pare impossibile individuare il comune denominatore d’ispirazione per l’assassino.
Kim è davvero molto perplessa ed anche lievemente distratta: Alexandra Thorne, sociopatica, ossessionata dalla detective che l’ha fatta arrestare in passato, l’ha infatti contattata dal carcere dove è rinchiusa e pare intenzionata ad iniziare un nuovo “gioco” teso a destabilizzare l’investigatrice ed a gettare le basi per un rilascio anticipato.
Gestire un caso complesso e combattere con la Thorne contemporaneamente sarà difficile, ma Kim può contare su una squadra valida e su colleghi ed amici che le vogliono davvero bene.

GIUDIZIO

Il nuovo romanzo della Marsons si sviluppa su due diversi piani che corrono paralleli l’uno all’altro: da un lato abbiamo l’indagine su un nuovo serial killer, dall’altro lo scontro fra Kim e la Thorne. Data questa dualità, è chiaro che la nuova indagine non possa essere eccessivamente complessa ma può comunque contare su un intreccio valido e ricco di colpi di scena. Anche l’idea di inserire qua e là pagine tratte dal diario del serial killer appare intrigante e serve a tenere il lettore costantemente concentrato. Per quanto riguarda invece il “gioco” Stone-Thorne, fino all’ultimo pare che debba essere la psichiatra ad avere la meglio: Kim è davvero fragilissima quando si tratta del suo passato, così fragile da risultare addirittura irritante. Del resto però questo nuovo scontro diretto è fondamentale per far maturare psicologicamente la detective e per consentire al lettore di conoscerla ed amarla ancora di più.
Lo stile del romanzo è quello a cui i fan della Marsons sono ormai abituati: diretto, crudo, cinematografico ma pervaso anche da una nuova e piacevolissima ironia e da dialoghi particolarmente brillanti (ovviamente in rapporto al contesto). Quanto poi all’ambientazione, mentre in passato l’autrice si era concentrata sulla Black Country più povera e disagiata, qui la fanno da padrone le ville dei ricchi e potenti ma il cambiamento non penalizza in alcun modo la narrazione, che resta sufficientemente cupa.
Insomma anche stavolta un thriller di altissimo livello.

 

Linea di sangue

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