recensioni

V. E. Schwab “Magic (Shades of magic 1 di 3)”

V. E. SCHWAB

Victoria Elizabeth Schwab, statunitense, classe 1987, in patria è diventata famosa, soprattutto fra gli adolescenti, grazie ai suoi numerosi romanzi sui supereroi. Qui da noi invece è conosciuta più che altro per la serie “Shades of magic”, una trilogia, di cui in italiano sono già usciti i primi due volumi, che ha riscosso un enorme successo di pubblico e di cui è già in corso una trasposizione cinematografica ad opera di Gerald Butler.

MAGIC (SHADES OF MAGIC 1 DI 3)

Anticamente esistevano quattro mondi collegati da porte, geograficamente identici, tutti ricchi di magia ma diversi per usi, costumi e, soprattutto, per l’atteggiamento nei confronti della magia stessa. Nella realtà così detta grigia i maghi erano piuttosto pochi e quindi l’interesse per incantesimi e sortilegi era limitato. Nel mondo rosso magia ed umanità costituivano un saldo equilibrio. La realtà bianca tendeva ad imbrigliarla. Mentre in quella nera, all’opposto, le persone cercavano di magnificarne il potere. La tendenza del mondo nero ad esaltare la magia a discapito della componente umana, finì però, ad un certo punto, per farla tracimare: essa prese il sopravvento su tutto, niente e nessuno erano più in grado di controllarla. Gli altri tre mondi decisero dunque di eliminare qualsiasi oggetto proveniente dalla realtà nera e di isolarsi gli uni dagli altri per evitare di essere contaminati da quel potere malato. La realtà nera implose e la circolazione fra le diverse realtà divenne impossibile a tutti eccetto che agli Antari, una stirpe di maghi particolarmente potente, in grado di controllare la magia attraverso il proprio sangue e di creare apposite porte temporanee fra i vari mondi.
A tre secoli dalla scomparsa del mondo nero, esistono solo due Antari: Holland, al servizio dei reali del mondo bianco e Kell, adottato dai sovrani di Arnes, il più potente regno del mondo rosso.
Kell è un giovane mago di indole buona ma fatalmente attratto dal rischio e dal pericolo. Non a caso infatti ha messo in piedi un commercio illegale di manufatti che trasporta dall’una all’altra capitale: la Londra grigia, la Londra bianca e la Londra Rossa. Proprio nel corso di una di queste operazioni di contrabbando però, Kell si imbatte in una pietra del mondo nero che rischia di far rinascere la magia potente e crudele che ha già portato alla distruzione di un’intera realtà. Per evitare l’escalation della magia nera, l’Antari deve riportare il manufatto nel mondo da cui proviene. Chiaramente questo tipo di viaggio è già di per se stesso assai pericoloso, ma Kell deve anche vedersela con i reali del mondo bianco, i terribili gemelli Dane, che desiderano la pietra per accrescere il proprio potere. Fortunatamente Kell trova un’insospettabile alleata in Lila Bard, giovane ladra del mondo grigio in cerca di avventure, e i due ragazzi, insieme, faranno davvero di tutto per portare a termine la loro missione salvifica.

GIUDIZIO

La Schwab è bravissima nel creare mondi immaginifici. Il lettore viene letteralmente catapultato nelle diverse realtà e ne percepisce tutte le caratteristiche. L’intreccio del romanzo è complesso al punto giusto: essendo il primo volume di una saga la parte di presentazione è inevitabilmente lunga ma mai noiosa e quando poi il racconto si sposta sul piano più avventuroso il ritmo accelera vertiginosamente. I due personaggi principali sono ben costruiti e coerenti mentre i secondari risultano solo pennellati.
Dopo Harry Potter ogni volta che approccio un romanzo fantasy ho il terrore di rimanere delusa. Devo dire che invece “Magic” mi ha convinta fin dalle prime pagine: la Schwab non è sicuramente la Rowling ma crea comunque un mondo affascinante ed ha fantasia da vendere. Avrei forse preferito meno duelli e magari più mistero ma si tratta solo di gusto personale e, comunque, ho già acquistato il secondo volume della saga e non vedo l’ora di iniziarlo, anche se, è bene sottolinearlo, questa prima avventura è autoconclusiva.

 

Magic

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