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Marco Malvaldi “Negli occhi di chi guarda”

MARO MALVALDI

Marco Malvaldi è nato a Pisa nel 1974. Si è laureato alla Normale in chimica e si è diplomato al conservatorio. Ha tentato la carriera di cantante lirico ma non ha avuto successo ed ha iniziato a lavorare come chimico. Nel 2007 ha esordito come romanziere e non ha più smesso di pubblicare, tanto che nel 2013 ha vinto il Premio Letterario La Tore Isola d’Elba.
Malvaldi è diventato famoso per la sua serie di gialli “I delitti del bar lume”, da cui la Rai ha anche tratto un telefilm (non spiacevole ma, a mio parere, assolutamente non all’altezza dei libri). Si tratta di 6 romanzi e svariati racconti usciti nelle antologie tematiche della Sellerio. E’ inoltre autore di numerosi saggi e di 5 romanzi stand alone, fra cui “Negli occhi di chi guarda” dell’autunno del 2017.

NEGLI OCCHI DI CHI GUARDA

Alberto e Zeno Cavalcanti sono due fratelli di circa sessant’anni. Gemelli omozigoti non potrebbero però essere più diversi l’uno dall’altro, almeno quanto alle scelte di vita: Alberto è un broker e vive a Milano, Zeno è un collezionista d’arte, ama la serenità e la calma ed infatti non ha mai lasciato la casa avita, una splendida proprietà immersa nella Maremma Toscana. Quando una holding cinese fa un’offerta per l’acquisto della magnifica tenuta i due fratelli devono prendere una decisione. Zeno non vorrebbe vendere, Alberto invece sì, tanto più che, in seguito ad alcuni investimenti sbagliati, è in serie difficoltà economiche. La decisione non è facile, anche perchè all’interno della tenuta sono stati ricavati degli appartamenti in cui risiedono da anni svariati nuclei familiari. Per uscire dall’empasse i due fratelli trovano un sistema alquanto insolito: tramite Margherita, filologa che sta collaborando con Zeno alla catalogazione di alcune opere d’arte, fanno arrivare alla tenuta il genetista Pierpaolo (entrambi già visti nel romanzo “Milioni di milioni”). Lo studioso, in base ad alcuni studi sul DNA, svela loro chi probabilmente vivrà di più e sarà la volontà del più longevo a prevalere. Ma l’omicidio del custode della proprietà, pazzo e forse in possesso di un preziosissimo quadro, e un’importante scoperta archeologica rimescoleranno le carte in tavola fino a quando i nostri improvvisati detective Margherita e Pierpaolo, con l’aiuto di un Ufficiale della Guardia Forestale, non arriveranno alla verità.

GIUDIZIO

Mi sono innamorata di Malvaldi con la prima trilogia del Bar Lume e non ho più smesso di seguirlo. Ho letto tutti i suoi romanzi e buona parte dei racconti. Ne ho sempre apprezzato gli intrecci originali, lo stile elegante ma non pomposo, con utili e strumentali richiami scientifici e letterari, il linguaggio toscano incredibilmente accattivante, la capacità di costruzione dei personaggi, sempre numerosi ed esemplificativi dei vizi e delle virtù dell’essere umano, la sagace ironia. In quest’ultimo lavoro però alcuni di questi elementi, secondo me, sono andati persi: si ride poco, a mala pena si sorride, i richiami scientifici e letterari sono troppi ed appesantiscono la narrazione, le battute appaiono meno naturali, troppo costruite e non sempre adatte ai personaggi a cui l’autore le attribuisce. Mi auguro che si tratti solo di una parentesi e che Malvaldi riesca a risalire la china.

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