recensioni

Susan Elizabeth Phillips “Seduttore dalla nascita (Chicago Stars 7)”

SUSAN ELIZABETH PHILLIPS

Susan Elizabeth Phillips è nata a Cincinnati, in Ohio, nel 1948. Ha lavorato come insegnante di scuola media fino alla nascita del suo primo figlio. A quel punto ha scritto un romanzo a quattro mani con Claire Kiehl che ha pubblicato sotto lo pseudonimo di Justine Cole. Il libro è andato bene ma la Phillips e famiglia si sono dovuti trasferire dall’Ohio in New Jersey così lei ha deciso di provare a scrivere da sola usando il suo vero nome. Oggi è un’autrice da milioni di copie e viene tradotta praticamente in tutto il mondo. Vive con il marito e i due figli a Chicago.
La Phillips ha pubblicato diversi romanzi stand alone nonché la “Serie di Wynette Texas”, ma la collana che l’ha resa famosa a livello internazionale e che ha fatto di lei la regina del romance sportivo è quella così detta dei “Chicago Stars”.
Si tratta di otto libri, tutti autoconclusivi, ma che hanno come filo conduttore l’immaginaria squadra di football dei Chicago Stars appunto. “Seduttore dalla nascita” è il settimo romanzo della serie.

SEDUTTORE DALLA NASCITA (Chicago Stars 7)

Dean Robillard è il quarterback dei Chicago Stars. Dopo aver trascorso l’intera carriera sui campi da football senza mai subire infortuni, nell’ultima stagione ha avuto grossi problemi ad una spalla e l’esperienza gli ha tolto un po’ di fiducia in se stesso. A campionato finito ha quindi deciso di intraprendere un lungo viaggio in macchina nella speranza di schiarirsi le idee e ritrovare la solita stabilità. La sua destinazione finale è una fattoria in Tennesse che ha comprato da poco e sta facendo ristrutturare.
Lungo il tragitto Dean si imbatte in Blue Bailey. La giovane donna è travestita da Castoro (una trovata pubblicitaria per un ferramenta della zona) e si appresta ad una scena madre con il ragazzo che, dopo averla fatta trasferire da Sacramento ad uno sperduto paesino del sud, la sta lasciando. Dean ne rimane colpito e le offre un passaggio.
Durante il viaggio i due si trovano reciprocamente stimolanti e l’attrazione sessuale affiora in fretta. Blue però decide di respingere il quarterback sperando così di incuriosirlo per poter rimanere con lui in attesa di trovare un lavoro come ritrattista.
La giovane donna infatti è completamente al verde: la madre, un’attivista per i diritti umani, le ha svuotato il conto a vantaggio di qualche buona causa. Il rapporto fra le due donne è piuttosto complesso: la militante è certamente da ammirare ma ha costretto Blue ad un’infanzia nomade sottoponendola a continui traslochi ed abbandoni che hanno portato la ragazza a scegliere di intrattenere rapporti solo superficiali per evitare ulteriori delusioni.
Arrivati alla fattoria, Dean scopre che la governante cui si è affidato telefonicamente per gestire la situazione altri non è che sua madre April. Anche questo rapporto madre-figlio è pessimo: April da ragazza è stata una groupie, ha avuto Dean dalla rock star Jack Patriot ed, anche dopo la nascita del figlio, è rimasta nel giro, per cui il piccolo ha finito con il crescere in collegio mentre la madre girava il mondo alcolizzata e drogata. April ormai è pulita da anni e lavora come stylist a Los Angeles. Vorrebbe disperatamente il perdono del figlio e occuparsi della ristrutturazione le è parsa un’opportunità.
Quando poi alla fattoria arrivano anche Jack Patriot e la sorellastra di Dean, e pure gli abitanti della vicina cittadina si inseriscono nel contesto, la tensione raggiunge livelli esplosivi.
Dean, Blue, April e Jack dovranno fare i conti ciascuno con il proprio passato e con le proprie debolezze per trovare un nuovo assetto e poter vivere appieno il presente ed i propri sentimenti.

GIUDIZIO

Da fan della Phillips quale sono questo settimo romanzo dei Chicago Stars mi ha molto delusa.
E’ certo possibile che alcuni limiti siano da imputare alla traduzione in italiano ma anche la psicologia dei personaggi qui non è convincente come al solito. Innanzitutto è chiaro perché Blue tema l’abbandono ma questa sua paura mal si concilia con l’espediente iniziale del suo trasloco da Sacramento ed anche la sua ossessione per il denaro non pare giustificata. In secondo luogo, per quanto concerne Dean, le cicatrici emotive del ragazzo rispetto ai genitori paiono troppo profonde per poter essere superate così facilmente. Infine la riappacificazione fra Jack ed April è a mala pena accennata, quasi un semplice dato di fatto, e la figura di Nita avrebbe sicuramente meritato un ulteriore e più attento approfondimento.
Per carità, si tratta comunque di un bel romance, in cui l’intreccio funziona ed i dialoghi sono scoppiettanti, ma decisamente non fila liscio come l’olio e non è ai livelli cui la Phillips ci ha abituati.

Seduttore dalla nascita

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