recensioni

Stephen e Owen King “Sleeping beauty”

STEPHEN KING

Stephen Edwin King è nato a Portland nel 1947. E’ uno degli scrittori statunitensi più famosi e prolifici dei nostri tempi: dalla fine degli anni ’60 ad oggi ha pubblicato all’incirca ottanta opere. I suoi romanzi rientrano nel genere Fantasy o nell’Horror. Il pubblico lo ha sempre amato, come dimostra il fatto che da moltissimi suoi libri siano state ricavate trasposizioni cinematografiche o televisive. Al contrario, la critica a lungo lo ha definito in maniera dispregiativa e solo a partire dagli anni ’90 ha iniziato a rivalutarlo.

King vive a Bangor, nel Maine. E’ sposato dal 1971 con la poetessa Tabitha Jane Spruce e i due hanno tre figli, tutti, a loro volta, scrittori.
Salvo un periodo buio negli anni ’80, in cui aveva sviluppato una dipendenza dalle droghe, e la fase di guarigione successiva ad un grave incidente d’auto negli anni ’90, King è da sempre un esempio di dedizione al lavoro, infatti la sua rigida scaletta relativa ai tempi di scrittura giornalieri è proverbiale.

OWEN KING

Owen King è nato nel 1977 a Bangor nel Maine. E’ il terzogenito di Stephen King e Tabitha Jane Spruce. Ha frequentato il Vassar College e la Columbia University. Come il padre ed i fratelli è scrittore. Nel 2005 ha pubblicato una raccolta di racconti che ha ricevuto critiche positive. In seguito ha scritto un romanzo ed una graphic novel. E’ sposato e vive nello stato di New York.

SLEEPING BEAUTY

Giorni nostri. Dooling, piccola cittadina del West Virginia, sui monti Appalachi.
Nel bosco compare improvvisamente Evie Black, nuda, splendida, circondata da falene e accompagnata da animali insoliti. Evie si avvia verso una roulotte malandata in cui si traffica speed e uccide con forza sovraumana “il cuoco” ed un cliente. La compagna dello spacciatore rimane sconvolta e chiama la polizia. Lo sceriffo Linda Norcross arriva sul posto e decide di portare la giovane donna al carcere femminile e di affidarla alle cure del marito Clinton, psichiatra dell’Istituto.
Più o meno contemporaneamente, in tutto il mondo le donne addormentate cominciano a ricoprirsi di strani bozzoli e, pur continuando a respirare, non si svegliano. Se qualcuno prova a lacerare i bozzoli e a scuoterle quelle reagiscono violentemente, eliminano la fonte del disturbo, si rimettono a dormire e in pochi minuti sono nuovamente avvolte dai filamenti. Alcune donne cercano di resistere al sonno, magari a suon di psicofarmaci o droghe, ma per la maggior parte, ad un certo punto, cadono addormentate.
La televisione parla di un nuovo morbo, detto Aurora, dal nome della Bella Addormentata nel bosco.
Mentre il mondo rimasto in mano ai soli uomini impazzisce e porta allo scoperto le fragilità tipiche del così detto sesso forte, che tende a reagire alle difficoltà con la violenza, le donne di Dooling si risvegliano in un universo parallelo o in un lontano futuro e iniziano ad organizzarsi per sopravvivere nel migliore dei modi, con notevole successo e praticamente senza spargimenti di sangue né grandi drammi.
Ma qual è il legame fra Evie e l’Aurora? E qual è il fine del morbo o, più probabilmente, dello strano incantesimo? I due sessi sono davvero destinati a rimanere separati? O c’è un modo per spezzare il circolo vizioso?

GIUDIZIO

I King affrontano l’attualissima tematica della violenza sulle donne e del ruolo dei due sessi all’interno della società. Non occorre infatti un’analisi troppo approfondita per cogliere il messaggio di fondo del romanzo: le donne rappresentano la parte emotivamente stabile del mondo, con la loro innata capacità organizzativa e gestionale. Gli uomini, abbandonati a loro stessi, regrediscono allo stadio pre-sociale, caratterizzato dalla brutalità legata all’istinto.
Il genere scelto per il libro è quello di una favola nera che mi ha ricordato “Under the dome” sia in termini di struttura che di coralità. Tuttavia la caratterizzazione dei personaggi non è altrettanto valida e la prima parte del romanzo non scorre liscia, infatti il lettore qui e là si perde nei flash black (ma è anche possibile che i problemi di time line siano dovuti ad una traduzione italiana non proprio impeccabile). Il finale poi è piuttosto prevedibile, meno incisivo rispetto ad altri romanzi di King. Il dubbio inevitabile è che il padre si sia limitato a revisionare l’operato del figlio. In conclusione un romanzo piacevole e sufficientemente trascinante ma non all’altezza di altre opere del grande autore.

sleeping beauty

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