recensioni

Shannon Hale “Tutta colpa di Mr Darcy”

SHANNON HALE
Shannon Hale è nata a Salt Lake City, negli USA, nel 1974. Dopo il diploma di scuola superiore ha lavorato come missionaria in Paraguay per poco più di un anno. In seguito si è laureata in letteratura inglese ed ha conseguito un master in scrittura creativa. Terminati gli studi ha svolto diversi lavori fino alla pubblicazione del suo primo romanzo, nel 2003. Da quel momento si è dedicata esclusivamente alla scrittura realizzando numerose serie, prevalentemente fantasy, con cui ha vinto diversi premi e ha spesso scalato le classifiche dei libri più venduti. E’ sposata con Dean Hale ed insieme al marito ha anche realizzato una grapich novel. Shannon e Dale hanno quattro figli.

TUTTA COLPA DI MR DARCY
Jane Hayes è una trentenne di bell’aspetto e con un lavoro appagante nella fantastica New York. Avrebbe dunque la possibilità di godersi appieno la vita se non fosse che, dal punto di vista sentimentale, è peggio di un’adolescente. Jane tende infatti ad essere romantica oltre ogni ragionevole limite, si innamora praticamente di qualunque ragazzo le faccia gli occhi dolci e resta poi immancabilmente delusa. Appassionata di Jane Austin fin da ragazzina e folgorata dalla versione televisiva della BBC con un Colin Firth davvero spettacolare, le costanti delusioni amorose l’hanno portata ad idealizzare Mr Darcy ed a convincersi che, non potendo esistere al mondo un uomo altrettanto perfetto, sia meglio rinunciare definitivamente al genere. Poco dopo essere giunta a sì fatta conclusione riceve un dono inaspettato: per tre settimane sarà ospite a Pembrook Park, in Inghilterra, all’interno di una fedele ricostruzione del mondo della Austin.
Jane è convinta che vivere in prima persona le realtà regency potrà aiutarla a superare la sua dipendenza dal mitico Mr Darcy ma le cose non andranno come aveva previsto.

GIUDIZIO
Il romanzo della Hale è, in sostanza, l’ennesima rivisitazione di “Orgoglio e Pregiudizio”, magari più originale di altre ma non certo la migliore.
Il maggior limite del romanzo sono i personaggi.
Jane non solo è troppo romantica ed ingenua persino per la più sentimentale delle lettrici ma, soprattutto, la sua conoscenza della Austin è meno approfondita di quanto sembri (dato che io trovo imperdonabile). Infatti l’americana a Pembrook si annoia e non si rende conto che quella che sta vivendo è effettivamente la realtà di ogni giorno delle giovani donne di allora che la Austin ha saputo però rendere interessante. Inoltre sebbene quello di Darcy sia indubbiamente uno dei personaggi maschili più affascinanti della letteratura, la Austin non lo ha certo creato perfetto (… se non per una donna come Elizabeth Bennet) e quindi l’idealizzazione da parte di Jane appare eccessiva. Per altro non è chiaro perché la protagonista ritenga che vivere tre settimane in un gioco di ruolo possa aiutarla a liberarsi dalla sua ossessione.
Anche i personaggi maschili sono deludenti, a mala pena accennati quanto a personalità, e quelli secondari sono poco più che macchiette.
A salvare il romanzo è giusto lo stile, decisamente piacevole.
Curiosità: dal libro è anche stato tratto un film, che in Italia è arrivato prima della pubblicazione del racconto: nemmeno quello mi è piaciuto molto.

tutta colpa di mr darcy

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