recensioni

Ali Land “Una ragazza bugiarda”

ALI LAND

Ali Land, dopo la laurea, ha esercitato per dieci anni come psicologa in diverse strutture ospedaliere e scuole di Australia e Regno Unito. Oggi vive nel West London e scrive a tempo pieno. “Una ragazza bugiarda” ha ottenuto enorme successo sia a livello di critica che di pubblico ed è in vendita in venti Paesi.

UNA RAGAZZA BUGIARDA

Annie ha quindici anni. Da quando ne ha cinque subisce da parte della madre abusi di ogni tipo, sessuali e non, ed è costretta a prendere parte agli efferati delitti organizzati dalla donna a danno di altri bambini. Quando però nella “stanza dei giochi” scopre un bambino che già conosce, si ribella e denuncia la madre alla polizia.
In attesa del processo, Annie viene inserita nel programma protezione testimoni, cambia il suo nome in Milly e va a vivere con una famiglia affidataria, i Newmont.
Mike Newmont è in realtà lo psicoterapeuta di Milly, e Lei è solo l’ultima delle ragazze che ha preso in affido, insieme alla moglie Saskia, una donna fragile, alcolizzata e drogata, e alla figlia naturale Phoebe, coetanea di Milly.
La ragazza fa di tutto per inserirsi al meglio nella nuova famiglia e nella nuova scuola, recitando il ruolo che i servizi sociali hanno scelto per Lei, ma Phoebe, esasperata all’idea di dover di nuovo condividere i propri genitori con un’estranea, prende immediatamente a detestarla e, insieme ad altre compagne di scuola, la bullizza, mentre né Mike né la moglie paiono accorgersi di nulla.
Mentre il processo si avvicina, i sensi di colpa di Milly aumentano, sia nei confronti delle piccole vittime sia in quelli della madre che ha tradito, e la ragazza inizia anche a temere di essere stata irrimediabilmente danneggiata e di avere Lei stessa delle pulsioni crudeli difficili da gestire.
Al momento del verdetto finale, tutti i terribili segreti di Milly verranno alla luce e culmineranno in un finale da brivido.

GIUDIZIO

Quello di Ali Land è un thriller psicologico di altissimo livello. Dal momento che la voce narrante è quella di Annie/Milly il lettore segue l’evolversi degli eventi così come la ragazza li vive e li sente, in un turbinio di emozioni, ansie e paranoie costanti. Il titolo originale del romanzo è “Good me bad me”, “Io buona io cattiva”, e trovo che sia decisamente più adatto della versione italiana: vi si avverte chiaramente la dicotomia di questa ragazza, combattuta fra bene e male, fra ciò che sa essere socialmente accettabile e ciò che le è stato inculcato fin dai primi anni di vita e che quindi le risulta essere una sorta di riflesso automatico. Il lettore vuole credere a Milly e alla sua capacità di tagliare il cordone ombelicale ma un dubbio strisciante lo attanaglia fin dalle prime pagine … è giusto voler bene alla ragazza ma certo non è raccomandabile farle una promessa se poi non si è disposti a mantenerla.

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