recensioni

Robert Bryndza “La donna di ghiaccio”

ROBERT BRYNDZA

Robert Bryndza è nato nel Regno Unito nel 1979 ma oggi vive in Slovacchia insieme al marito. Per anni ha scritto commedie romantiche ottenendo un discreto successo (anche se in italiano non sono state tradotte). A maggio 2017 è stato pubblicato il suo primo thriller, “La donna di ghiaccio”, che ha riscosso un enorme successo a livello internazionale, tanto che l’autore ha già firmato un accordo editoriale per produrre il sequel.

LA DONNA DI GHIACCIO

Erika Foster è una giovane detective di origine slava. Dopo essere entrata in polizia a Manchester si è sposata con il collega Mark. Durante un’operazione antidroga il compagno ha però perso la vita ed Erika è stata indagata dagli affari interni. Scagionata da ogni sospetto, viene chiamata a Londra per indagare su un caso di alto profilo.
Il corpo di Andrea Douglas-Brown, figlia di un Lord ricco e politicamente impegnato, viene ritrovato congelato in un laghetto in una zona malfamata di Londra. La famiglia esercita forti pressioni per una rapida soluzione del caso ma contemporaneamente non tollera domande personali che possano mettere a rischio la privacy del resto della famiglia.
Erika si ritrova così a capo di una squadra che praticamente non conosce e dove non è ben vista da tutti, a dover gestire la sua ansia da rientro e il suo desiderio di rivalsa, a trattare con dei superiori che vogliono un colpevole ma che pretendono, a prescindere, che questi non abbia nulla a che fare con la ricca famiglia d’origine.
Quando la detective si rende conto che l’omicidio di Andrea è in qualche modo legato allo sfruttamento della prostituzione, la situazione, già molto spinosa, diventa incandescente e la giovane donna si trova a dover rischiare in prima persona non solo la carriera ma anche la vita.

GIUDIZIO

Francamente non riesco a capire perchè questo thriller abbia riscosso tanti consensi. Innanzitutto non mi è piaciuta per niente la figura di Erika: la detective risulta realistica perché imperfetta e questo è certo un dato positivo, ma è anche irrimediabilmente antipatica. L’indagine è condotta senza capo né coda, gli indizi vengono fuori quasi per caso e il quadro conclusivo appare quanto mai forzato. Le normali procedure di polizia sono stravolte, al punto che la detective entra a fare un sopralluogo nella casa dei Douglas-Brown senza alcun mandato. In sostanza si tratta di un thriller sì pieno di colpi di scena ma totalmente privo di equilibrio e so già che non leggero il sequel.

la donna di gihaccio

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