recensioni

Felicia Kingsley “Matrimonio di convenienza”

FELICIA KINGSLEY

Felicia Kingsley, classe 1987, vive in provincia di Modena. E’ un architetto ma, nel 2016, ha auto pubblicato il suo primo romanzo “Matrimonio di convenienza”. Il successo del libro sul web è stato tale che, a inizio 2017, la Newton lo ha commercializzato.
MATRIMONIO DI CONVENIENZA
Jemma è una giovane donna di neanche trent’anni. La madre discende da una famiglia ricchissima (impegnata nel commercio di armi) ma è stata diseredata quando ha lascito tutti di stucco per sposarsi con un giovane operaio. I due per anni hanno condotto la vita tipica degli hippy, vivendo anche in svariate Comuni e portandosi dietro la figlia (e ancora tendono a girare nudi per casa e a fare uso di droghe leggere). Jemma dunque è cresciuta in un ambiente pieno d’amore ma del tutto privo di regole e di inibizioni. Lavora come truccatrice teatrale per una compagnia di basso livello e tende a intrecciare relazioni con uomini poco affidabili che la tradiscono regolarmente.
Poco dopo la morte della nonna materna, l’avvocato di famiglia la convoca nel suo studio per rivelarle che è l’erede designata di una fortuna davvero inimmaginabile … a patto però che sposi un uomo titolato!
Ashford appartiene all’aristocrazia inglese. E’ cresciuto fra scuole private e feste esclusive, giocando a polo e andando a cavallo. E’ da poco subentrato al padre come dodicesimo duca di Burlingham. Ma insieme al titolo ha ereditato anche un’ingente quantità di debiti e rischia di dover vendere gran parte delle proprietà di famiglia.
Caso vuole che Ashford abbia lo stesso avvocato di Jemma che non ci mette molto a proporre ai due un matrimonio di convenienza: Jemma otterrà il titolo e con una minima parte dei soldi ereditati coprirà i debiti di Ashford. A tempo debito i due divorzieranno senza che neppure la cosa debba essere risaputa.
I due giovani non sono certo entusiasti della situazione ma non hanno alternativa e si procede ad una cerimonia con rito civile. Ma quando la succosa notizia trapela sui giornali sono costretti a fare buon viso e cattivo gioco, a traslocare insieme nella tenuta di famiglia dei Burlingham e a fingersi innamorati l’uno dell’altra.
La situazione non è semplice: la diversa estrazione sociale, con tutte le relative differenze in termini di abitudini, valori e tradizioni, mette a dura prova la pazienza di entrambi, tanto più che tutti coloro che li circondano, dai genitori di Jemma all’insopportabilmente snob madre di Ashford, dagli amici di infanzia di Lui, al personale di servizio della tenuta, tendono a dire la loro sull’improbabile matrimonio.
E proprio quando la situazione pare essersi in qualche modo stabilizzata sulla scena compare la ex promessa di Ashford, Porzia, che rimescolerà di nuovo tutte le carte in gioco.
GIUDIZIO
“Matrimonio di convenienza” è una favola. Non c’è assolutamente nulla di realistico nel romanzo. Non perché un contratto economico di tal genere non sia credibile, tutt’altro, ma perché qualunque ragazza abbia mai guardato anche solo una puntata di Downton Abbey sarebbe meno sprovveduta di Jemma nel rapportarsi all’aristocrazia inglese.
La storia certo non è originale: un potpourri di Cenerentola, Jane Austin, My fair Lady e Pretty Woman (anzi, secondo me, per il personaggio del maggiordomo l’autrice si è proprio ispirata al direttore del Beverly Wilshire Hotel).
Detto questo si tratta di un romance effervescente che cattura dalla prima all’ultima pagina. I personaggi, principali e non, sono forse un po’ stereotipati ma conquistano. La tecnica narrativa, che vede ciascun episodio raccontato sia dal punto di vista di Jemma che da quello di Ashford, è vincente e compensa l’assenza quasi totale di descrizioni dell’ambiente circostante, tipico invece dei libri ambientati nelle antiche dimori inglesi. I dialoghi sono brillanti. C’è da sperare che la Kingsley trascuri l’architettura e continui a scrivere.

matrimonio di convenienza

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