recensioni

Giovanna Zucca la serie sulle indagine della polizia di Padova

Giovanna Zucca è piemontese di nascita ma veneta d’adozione, infatti vive e lavora a Treviso. E’ infermiera strumentista ma, forte di una laurea in filosofia, collabora anche con l’Università Cà Foscari di Venezia, dove tiene diversi seminari. Inoltre è una scrittrice di successo: ha esordito, nel 2010, con “Mani calde”, quindi, nel 2012, ha pubblicato “Guarda, c’è Platone in TV!” e nel 2013 è stata la volta di “Una carrozza per Winchester”. Nel 2015 ha realizzato il suo primo libro giallo “Assassinio all’Ikea”, di cui è da pochissimo uscito il seguito “Turno di notte – Lo strano caso del Fatebenesorelle

 

Assassinio all’Ikea

Giovaa Zucca ambienta “Assassinio all’Ikea” a Padova nel 2009. Erminia e Anna Laura vivono da sempre in piazza delle Erbe e si conoscono fin dall’infanzia. La loro è un’amicizia di quelle che ciascuna donna desidera: vera, spietata, più forte dell’amore (che può sempre e comunque finire). Profondamente diverse l’una dall’altra, quasi antitetiche, si completano a vicenda, colmando l’una le mancanze dell’altra, due metà di un tutto. Erminia è la tipica donna di mezz’età: un po’ trascurata, con un marito, Felice (ex professore, ormai giornalista per il quotidiano locale), di cui non è più innamorata ma a cui è legata da profondo affetto, madre di Alessandro, studente di fisica, brillante ma svogliato. E’ una docente di Lettere all’Università di Padova. Ama la letteratura, la forza del linguaggio, la capacità immaginifica di ciascun individuo. Anna Laura, cresciuta con una madre sola ma forte e di successo (la signora Ida, ex merciaia, poi titolare di un rinomato atelier di abiti da cerimonia), è una bella donna, un po’ spregiudicata, sempre in ordine, pragmatica e dirige uno studio di commercialisti. Da trent’anni ha una relazione con Amilcare Borgomastro, bancario sposato e con prole. Il 21 Dicembre Amilcare viene trovato morto dentro il cassettone di un letto del locale negozio Ikea. Le indagini vengono affidate al commissariato di polizia di Padova. Titolare del caso è  il commissario Loperfido, divorziato, sciupa femmine, burbero ma affascinante, follemente innamorato del suo cagnolino Diablo (con cui intrattiene lunghe conversazioni). Loperifdo segue da poco una recluta, la dottoressa Luana Esposito, splendida ragazza di Napoli, empatica, brillante, diretta. Nel corso delle indagini le vite di queste quattro persone si intrecciano sullo sfondo della splendida città di Padova.

 

Turno di notte

In “Turno di notte – Lo strano caso del Fatebenesorelle” Giovanna Zucca apre con la scomparsa di un’infermiera dell’ospedale di Padova. Titolare dell’indagine stavolta è direttamente la Esposito, forte di un corso presso l’FBI a Quantico e ormai prossima a diventare ispettore, ma ancora affiancata da Loperfido (e dall’adorabile Diablo). Le indagini si svolgono quasi completamente all’interno della struttura sanitaria e, caso vuole, che nello stesso periodo anche le due amiche, Erminia ed Anna Laura, debbano passarci molto tempo. Ma con il riassunto di questo secondo libro mi fermo qui, per evitare spoiler.

 

Ho deciso di recensire insieme i due romanzi perché, a mio parere, vanno acquistati e letti uno di seguito all’altro, come se si trattasse proprio di una saga. La verità è che definire i due romanzi come gialli non è esatto: i delitti e le conseguenti indagini sono sempre e solo di contorno. In realtà si tratta di libri che raccontano storie di vita normale, quella di Erminia ed Anna Laura da un lato e di Loperfido ed Esposito dall’altro. Lo stile ironico e leggero (con i cognomi improbabili, i dialoghi brillanti, le sarcastiche riflessioni personali di ciascuno, le splendide descrizioni di Padova) serve all’autrice, evidentemente profonda conoscitrice dell’animo umano, per trascinare il lettore nella quotidianità dei quattro personaggi così da conoscerli intimamente e amarli, al punto che, giunto alla fine, si sentirà orfano di amici preziosi ed insostituibili. Da leggere assolutamente!

 

Giovanna Zucca

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