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John Grisham “La resa dei conti”

JOHN GRISHAM

Classe 1955, originario dell’Arkansas ma trapiantato in Mississippi, John Grisham si è laureato in legge nel 1981 ed ha esercitato a lungo come avvocato, anche dopo l’elezione alla Camera dei Rappresentanti del Mississippi (per i Democratici), nel 1983.
Nel 1988 Grisham è riuscito a far pubblicare il suo primo romanzo, scritto nei ritagli di tempo, “Il momento di uccidere”, ma è stata la sua seconda opera a farne l’astro nascente del genere legal thriller: “Il socio”, del 1991. Da allora Grisham ha pubblicato una collana di sette libri per ragazzi, con protagonista Theodore Boone, e molti altri romanzi per adulti. La stragrande maggioranza della sua produzione è costituita dai legal thriller (e da molti sono stati tratti film di successo come “Il Socio” con Tom Cruise, “Il rapporto Pellican” con Julia Roberts, “L’uomo della pioggia” con Matt Damon) con alcune eccezioni, quali “L’allenatore”, il divertentissimo “Fuga dal Natale” del 2001 (anch’esso diventato, nel 2004, un film con Tim Allen, Jamie Lee Curtis e Dan Aykroyd) ed il recente “Il caso Fitzgerlad”.

LA RESA DEI CONTI

Nel 1925 Pete Banning ha 22 anni. E’ di Clanton, Mississippi, dove la sua famiglia possiede da generazioni una bella coltivazione di cotone. Non si tratta di un vero latifondo ma comunque di un appezzamento degno di nota che garantisce benessere. A Pete però l’agricoltura interessa poco. E’ fresco di diploma di West Point e nel suo futuro vede la carriera militare. E’ a Memphis per qualche giorno di baldoria prima di prendere servizio a Fort Riley in Kansas. Durante una serata danzante al Peabody Hotel incontra Liza Sweeney. I due ragazzi si innamorano perdutamente. Ben presto si sposano e, mentre Pete fa carriera in cavalleria, Liza mette al mondo prima Joel e poi Stella.
Nel 1932 tuttavia, in seguito alla prematura dipartita dei genitori, Pete chiede il congedo dall’esercito. Si rende disponibile fra i riservisti ma intanto torna con moglie e figli a Clanton per occuparsi della proprietà di famiglia insieme allo sorella Florry. In un primo momento Liza, che ha sempre vissuto in città, fatica ad adattarsi alle abitudini della campagna, ma alla fine trova un suo modus vivendi. I Banning sono felici e l’azienda agricola prospera.
A metà del 1941 però Pete viene richiamato sotto le armi e prende servizio nelle Filippine. Dopo la conquista giapponese delle isole, trascorre un lungo periodo da prigioniero, in condizioni disumane. Poi riesce a fuggire e si unisce ai guerriglieri. Sono anni durissimi, in cui il giovane ufficiale riesce a sopravvivere solo grazie ad un’incredibile tenacia ed al desiderio di onorare il suo Paese e di poter, prima o poi, riabbracciare moglie e figli. Intanto a Clanton la famiglia lo crede morto e Liza ed i ragazzi procedono giorno dopo giorno con enorme fatica.
Nel 1945, dopo la liberazione delle Filippine ed un lungo periodo di convalescenza, Pete, redivivo, torna a casa. Joel e Stella ormai sono all’Università, ma marito e moglie sono di nuovo insieme, nella loro proprietà e sono felici. Dopo poco tempo però Liza entra in un grave stato depressivo e Pete la fa ricoverare in un ospedale psichiatrico.
Durante un freddo mattino del 1946, Pete, perfettamente lucido e presente a se stesso, si reca in Paese e spara al reverendo metodista Dexter Bell. L’intera comunità di Clanton è scioccata. Pete rifiuta di fornire qualsiasi motivazione persino ai familiari più stretti ma il suo stesso gesto dà il via ad una serie di accadimenti che faranno inevitabilmente affiorare la verità e scoperchieranno segreti tenuti a lungo nascosti.

GIUDIZIO

Il nuovo romanzo di Grisham si divide nettamente in tre parti. I primi capitoli si concentrano sull’omicidio del 1946. Quelli centrali sono un lunghissimo flash back e descrivono gli anni di guerra. Gli ultimi si occupano delle conseguenze dell’omicidio sulla vita di Joel e Stella. Una struttura insolita e anche piuttosto illogica, giustificata solo in parte dalle rivelazioni finali circa le motivazioni dell’omicidio. In effetti l’intero romanzo è molto difficile da classificare: non è un thriller e neppure un legal thriller, piuttosto, al limite, un giallo a sfondo storico, sebbene fin dall’inizio non ci sia alcun dubbio relativamente al colpevole. Non si può neppure parlare di suspense vera e propria, data l’enorme quantità di indizi fornita quasi subito circa il movente dell’omicidio.
Detto questo però si tratta comunque di un racconto coinvolgente e trascinante. L’autore, con il suo stile essenziale e scevro (almeno apparentemente) da giudizi morali, è bravissimo a condurre il lettore sia nel Mississipi degli anni ’40, sia sui campi di battaglia della seconda guerra mondiale, al punto che si ha la netta sensazione di vivere fianco a fianco con i protagonisti.
In definitiva un Grisham diverso dal solito ma al massimo livello.

 

La resa dei conti

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