recensioni

Sarah Pinborough “L’amica del cuore”

SARAH PINBOROUGH

Sarah Pinborough è nata a Milton Keynes, in Gran Bretagna, nel 1972. Figlia di un diplomatico, ha trascorso l’infanzia in giro per il mondo. Oggi vive a Londra.
Scrive da anni per la televisione, in particolare per la BBC. Inoltre è un’autrice di horror (da noi è uscito per Fanucci nel 2014 “Omicidio a Whitehall”, ambientato nella Londra dello Squartatore) e (con lo pseudonimo Sarah Silverwood) di fantasy per ragazzi dal successo consolidato (al punto che presto Netflix realizzerà una serie dal suo “13 minuti”)
“Dietro ai suoi occhi” del 2017 è stato il suo primo thriller psicologico ed ha scalato tutte le classifiche in brevissimo tempo, diventando il fenomeno letterario dell’anno. “L’amica del cuore”, di inizio 2019, rientra nello stesso genere ed è pronto a bissarne il successo, al punto che i produttori di “The Crown” hanno già opzionato i diritti per trarne una serie tv.

L’AMICA DEL CUORE

A poco meno di quarant’anni Lisa è ancora una bella donna. Ha un lavoro interessante che svolge con successo e professionalità e che le consente di mantenere un discreto tenore di vita ed una casa di proprietà in un quartiere tranquillo. E’ schiva, totalmente assente dal mondo dei social media e la sua sola vera amica è la collega Marilyn. Da poco si è invaghita di un cliente importante che sembra ricambiarla. In ogni caso tutta la sua esistenza gira intorno all’adorata figlia Ava.
Marilyn è poco più grande dell’amica, spigliata, sicura di sè, divertente. Non ha figli ma è sposata da anni con Richard ed il loro sembra un rapporto solido e felice.
Ava è una bella ragazza di sedici anni. Valente studentessa e membro della squadra di nuoto. Ha un bel gruppo di amiche ed un ragazzo. Vuole bene alla madre ma mal tollera i suoi eccessivi timori e la sua tendenza a trattarla ancora come una bambina.
Tre donne normali, profondamente legate fra loro ed adagiate in un’esistenza tranquilla ed appagante. Eppure tutte e tre in realtà nascondono un segreto inquietante. E visto che i segreti quasi mai rimangono tali, quando il primo verrà svelato finirà con l’innescare un effetto domino che le catapulterà tutte in un incubo da cui non sarà facile uscire.

GIUDIZIO

Nel nuovo romanzo della Pinborough ciascun capitolo si sofferma ora su questo ora su quel protagonista rendendone impeccabile la caratterizzazione.
La prima parte del libro serve ad introdurre i personaggi ed a descrivere il loro rapporto reciproco. Il ritmo è piuttosto lento ma il pathos si avverte comunque, amplificato dallo stile pacato che tende a mettere in evidenza, quasi per contrapposizione, le piccole anomalie nella vita di tutti i giorni delle protagoniste.
Nei capitoli centrali il ritmo si fa più veloce, il piano temporale si sfalsa con frequenti flashback ed il lettore inizia a vedere la realtà oltre il velo dei segreti. L’autrice è bravissima nel realizzare il cambio di ritmo narrativo, pare quasi avvertire la necessità del lettore che prima si è adagiato ed ora deve correre oltre. Solo adesso, per altro, viene chiarito il vero significato del titolo del romanzo che, di primo acchito, pareva poco appropriato.
La terza tranche è quella più convulsa e ricca di colpi di scena. A differenza di quanto accadeva in “Dietro ai suoi occhi”, qui non vi è alcun riferimento soprannaturale, la storia è tutta terrena e drammaticamente credibile, basata su problematiche quali il disagio sociale, la violenza familiare, la superficialità di un mondo dove conta solo ciò che appare.
Un thriller psicologico costruito con maestria che nessun amante del genere può lasciarsi sfuggire.

L'amica del cuore

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