diario di bordo

Le cronache della cucina: le vettovaglie, il cane, la diarrea

Giovedì 23 Febbraio. Spengo il PC alle 20.00, dopo un pomeriggio quasi completamente improduttivo (né potevo aspettarmi nulla di diverso oggi: per citare Sam Seaborn del fantastico telefilm “The West Wing”: “quando io ho una brutta giornata, decisamente non scherzo”) e mi rendo conto che in casa ancora aleggia odore di bruciato. Luca ed Elisa (che dopo la scuola è andata direttamente a studiare a casa di Vittoria) saranno qui tra breve e, data la puzza, dovrò dare spiegazioni … non saranno teneri … le prese per i fondelli si sprecheranno …
Tutto ha avuto inizio stamani a colazione, intorno alle 7.00. Luca era già seduto a tavola in stato semi comatoso (del tutto normale per mio marito prima delle 10.00 del mattino), io stavo preparando i caffè, Ely era in attesa che il suo latte finisse di scaldarsi nel microonde, Gamby (il cane) passeggiava pigramente fra le nostre gambe nella speranza (assolutamente vana in un giorno feriale) che qualcuno di noi trovasse il tempo di fargli due coccole. Elisa mi stava anticipando i suoi progetti per la giornata, quando il “bip” del microonde ha annunciato che il latte era pronto. Ho osservato mia figlia estrarre la tazza e avviarsi verso il tavolo, mentre Gamby si accucciava accanto alla sua sedia, e mi stavo avvicinando a mia volta con l’ultima tazzina di caffè quando i miei occhi hanno registrato un’immagine incredibile: la tazza piena di latte, ormai quasi appoggiata sul tavolo, che si staccava inesorabilmente dal manico e precipitava in un perfetto moto verticale. Il mio cervello non ha neppure finito di formulare il pensiero “forse non si rovescia” che la tazza, atterrando sul ripiano, ha subito un contraccolpo e il latte si è riversato fuori dal bordo in un’onda anomala che ha scavalcato il confine del tavolo ed è precipitata direttamente sul cane. Nel giro di un secondo i 250 ml di latte di Ely erano per metà sul cane e per metà per terra e Gamby, felice, ci saltellava in mezzo nel tentativo di leccarne il più possibile. Ecco è in momenti come questo che la mia razionalità si eclissa e io mi trasformo (senza aver assolutamente nulla da invidiare a Mister Hyde) in un toro inferocito davanti al drappo rosso del torero: le mie urla agghiaccianti hanno invaso l’intera casa, Gamby si è terrorizzato e, con le zampe e il pelo pieni di latte, ha cercato rifugio nel sottoscala, lasciandosi dietro una lunga scia bianca e appiccicaticcia. Luca ed Elisa si sono dileguati nel giro di tre secondo netti e dopo neanche dieci minuti erano entrambi fuori di casa, con mezz’ora di anticipo sulla normale tabella di marcia. Io stavo ancora urlando.
Intorno alle 7.45 la mia indole di toro si è finalmente sopita ed io mi sono armata di santa pazienza per ripulire il pavimento e per fare il bagno al cane.
Alle 9.00 la situazione sembrava del tutto rientrata ed io mi sono apprestata ai fornelli. Ogni giovedì mattina, da 13 anni a questa parte, io cucino. In quattro o cinque ora preparo svariate pietanze che poi divido in mono porzioni e surgelo. E’ un sistema efficiente, che mi consente di nutrire Luca ed Elisa in modo vario senza passare gran parte della mia vita a pulire il piano di lavoro: come diavolo facciano la Parodi e compagnia a cucinare sui tacchi a spillo, perfettamente truccate ed abbigliate senza mai praticamente sporcare né sé stessi né l’ambiente circostante sfugge completamente alla mia capacità di comprensione.
Uno dei piatti in programma per oggi era la torta di spaghetti, che prevede una doratura finale in forno in una teglia tonda a cerniera. Per chi fosse totalmente digiuno di attrezzatura da cucina è bene spiegare che la teglia a cerniera è costituita da due parti distinte: il fondo ed il bordo, che si attacca e si stacca tramite apposito gancio. Alle 10.10 il forno mi ha segnalato di tirar fuori la torta. Nell’estrarre la teglia ho subito notato che il gancio del bordo non sembrava chiuso a dovere … non ho fatto neppure in tempo a mettere davvero a fuoco questa mia riflessione che il fondo della tortiera si è staccato e gli spaghetti si sono riversati sul pavimento mentre io ancora stringevo tra le mani il bordo. Prima ancora che la mia solita trasformazione avesse inizio Gamby si stava già abbuffando!
Alle 12.00 avevo accumulato circa due ore di ritardo e non ero riuscita a cucinare neppure la metà di quanto preventivato. Rassegnata ed esausta ho comunque iniziato il risotto allo zafferano. Arrivata circa a metà cottura, ho sentito Gamby lamentarsi. Ho lasciato il riso sul fuoco al minimo e sono andata in cerca del cane. L’ho trovato nel sottoscala, in una pozza di cacca semi liquida! Gamby è un cane vecchio e soffre di gastrite, la combinazione latte, torta di spaghetti e doppio bagno non gli ha evidentemente fatto bene! Stavolta Dottor Hyde non si è neppure visto: praticamente sotto shock mi sono messa a pulire tutto e ho lavato Gamby per la terza volta in cinque ore.
Mentre lo asciugavo in casa ha cominciato a diffondersi uno strano odore, come di bruciato … ululando mi sono precipitata in cucina per ritrovare il risotto carbonizzato e la teglia antiaderente nuova da buttare!
Invece a voi come è andata la giornata di giovedì?

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