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Kate Morton “Ritorno a Riverton Manor”

KATE MORTON

Kate Morton, classe 1976, è una scrittrice australiana trapiantata a Londra. “Ritorno a Riverton Manor” è stato il suo libro d’esordio, nel 2007, e ha riscosso un incredibile successo.

RITORNO A RIVERTON MANOR

Riverton Manor, Inghilterra, 1924. Una grande festa nella lussuosa villa degli Hartford. Durante lo spettacolo pirotecnico risuona uno sparo. Il corpo esanime del poeta Robert Hunter viene scoperto sulla riva del lago.

Inverno 1999. Grace Bradley è un’archeologa di 98 anni e risiede in una casa di riposo. Attende la fine, che sa essere ormai prossima, dopo una vita vissuta intensamente (ricorda molto la Rose anziana del film “Titanic”). E’ assistita dalla figlia e il suo solo desiderio è riuscire a rivedere l’adorato nipote Marcus, famoso scrittore, isolatosi dal resto del mondo dopo la morte della moglie.

Una giovane regista americana, Ursula Ryan, contatta l’anziana signora: intende realizzare un film su quanto avvenuto alla villa degli Hartford in quella fatidica notte e vorrebbe la consulenza di Grace che all’epoca vi prestava servizio come cameriera.

Grace in un primo momento rifiuta: è evidente che vi sono ricordi tristi e complessi che la legano a quel luogo e a quell’epoca. Alla fine però decide di accettare e, contestualmente, oppressa dal senso di colpa per aver taciuto tanto a lungo, inizia a preparare delle audiocassette da lasciare a Marcus in cui ripercorre tutto quanto accaduto negli anni in cui ha prestato servizio presso gli Hartford, fino a svelare il segreto che circonda la fatidica notte.

Attraverso gli occhi della giovane cameriera il lettore parte dunque alla scoperta della famiglia Hartford e, soprattutto, dei suoi rampolli: David, partito giovanissimo per la guerra e mai più tornato, la sensuale e intelligente Hannah e la capricciosa Emmeline.

GIUDIZIO

La Morton ha un’incredibile capacità descrittiva ed è evidentemente amante del periodo storico: il lettore torna davvero indietro nel tempo e si ritrova in una splendida dimora, circondato dal lusso discreto e dagli abiti di alta sartoria. E, come i protagonisti del romanzo, allo scoppio della guerra, vede quel mondo iniziare l’inevitabile discesa verso l’oblio, con un senso di perdita e struggimento. Anche i personaggi sono ben costruiti: in particolare le due sorelle hanno notevole spessore. Il lettore resta indubbiamente avvinto e il finale è sorprendente.

Consiglio senz’altro la lettura del romanzo ma vorrei sottolinearne alcuni punti deboli. Che sia un libro d’esordio è evidente, soprattutto per chi, come me, ha letto anche i successivi: l’espediente narrativo delle audiocassette e i conseguenti continui flashback comportano una certa lentezza alla narrazione. Inoltre, mentre l’intera famiglia Hartford è descritta minuziosamente e ciascun personaggio risulta assolutamente credibile, la figura di Grace risulta di difficile comprensione: il costante atteggiamento servile della giovane cameriera per tutta la durata del servizio presso la famiglia (nonostante alcune sconvolgenti rivelazioni che la riguardano) è del tutto inconciliabile con la pretesa che Grace abbia poi la grinta per diventare addirittura archeologa in un’epoca dove ancora le donne erano relegate a lavori decisamente meno esotici. Quanto poi al tentativo di chiudere il cerchio (vedrete voi stessi come) con la regista Ursula mi è parsa una forzatura. Ribadisco comunque che vale senz’altro la pena di leggere il romanzo e, se dovesse piacervi, comprate anche gli altri della stessa autrice, ma lasciate trascorrere un po’ di tempo: la Morton scrive sempre di storie d’amore avvolte in un qualche mistero e ogni volta con un doppio piano temporale.

ritorno a riverton manor

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