recensioni

Federico Moccia “Tre volte te”

FEDERCO MOCCIA

Federico Moccia è nato a Roma nel 1963. Cresciuto nell’ambiente cinematografico-televisivo grazie al padre sceneggiatore, fece le sue prime esperienze come assistente alla regia a metà degli anni’80. Nei quindici anni successivi ha lavorato alternativamente come regista e autore per numerosissime fiction e programmi televisivi (da “I ragazzi della 3C” a “Scommettiamo che …”, da “College” a “Domenica In”), con qualche escursione anche nel cinema.

Nel 1992 ha scritto il suo primo romanzo, il young adult “Tre metri sopra il cielo”, che ha fatto pubblicare a sue spese in tiratura limitata. Il libro è rimasto pressoché sconosciuto fino al 2004, quando ottenne un boom di diffusione fra i licei romani. A quel punto la Feltrinelli provò, prima, una pubblicazione in versione ridotta, poi, dato il successo, quella della versione originale. L’accoglienza fu così entusiastica che nello stesso anno il romanzo vinse numerosi premi, venne venduto all’estero e fu anche traslato al cinema con l’allora giovanissimo e ancora sconosciuto Riccardo Scamarcio. Anche il film (curato da Lucini e dallo stesso Moccia) piacque moltissimo e Scamarcio divenne l’idolo di milioni di teenager.

Nel 2006 Moccia pubblicò, sempre con Feltrinelli, il sequel “Ho voglia di te”, ripetendo il successo di pubblico e critica della prima volta, infatti, anche per questo titolo si provvide, nel 2007, alla realizzazione di un film. E’ con questo romanzo che si diffuse la moda dei lucchetti delle coppie di innamorati su Ponte Milvo a Roma e su altri ponti in giro per il mondo, da Parigi a Brooklyn.

Nel 2007 Moccia pubblicò anche “Scusa ma ti chiamo Amore”, nel cui film corrispondente l’attore principale fu Raoul Bova. Anche di questa storia uscì un sequel, “Scusa ma ti voglio sposare”, nel 2009 come libro e nel 2010 come film.

Sempre del 2007 è il libro “Cercasi Niki disperatamente”, del 2008 è “Amore 14” e del 2009 l’omonimo film.

Intanto Moccia pubblicò anche racconti e diari relativi alla produzione dei diversi film.

Nel 2011 uscì in libreria “L’uomo che voleva amare”. Nel 2012 invece Moccia si occupò di sceneggiatura e regia di “Universitari – Molto più che amici”.

In quello stesso anno l’autore è anche diventato sindaco di Rosello, in provincia di Chieti.

Nel maggio del 2017 è uscito “Tre volte te” che conclude la trilogia di Step iniziata con “Tre metri sopra il cielo”. Pochi giorni dopo la pubblicazione Moccia è stato condannato in primo grado per evasione fiscale.

LA TRILOGIA DI STEP

Tre metri sopra il cielo

Stefano Mancini, detto Step, appartiene alla media borghesia romana. Tuttavia, a causa di gravi problematiche familiari, è un adolescente violento e frequenta una banda di teppistelli di strada. Roberta Gervasi, detta Babi, appartiene invece all’alta borghesia, è iscritta ad una scuola privata, ha amici altolocati ed è una studentessa modello. I due ragazzi si conoscono in modo piuttosto tortuoso e si innamorano follemente. La loro è una storia passionale ed emozionante ma minata alla base dalle profonde differenze caratteriali e sociali. Babi cerca di abituarsi a quel mondo così diverso dal suo, ma, quando il migliore amico di Step, Pollo, fidanzato di Pallina, la migliore amica di Babi, muore durante una folle corsa in moto, la ragazza cede alle insistenze della madre e lascia Step per rientrare nel suo ambiente.

Ho voglia di te

Dopo la morte di Pollo e la rottura con Babi, Step trascorre due anni negli USA. Al suo rientro a Roma inizia a lavorare nell’ambiente televisivo. Intanto conosce Ginevra, detta Gin. Si tratta di una ragazza solare e piena di positività che lo ama profondamente. I due iniziano una storia intensa ma anche equilibrata. Quando però Step incontra Babi ad una festa, tutte le vecchie emozioni e il forte sentimento che ancora li lega prendono il sopravvento e i due trascorro una notte di passione. Babi tuttavia non ha alcuna intenzione di riprendere quel rapporto, infatti è ormai in procinto di sposarsi con un ragazzo del suo ambiente. Step rimane devastato dalla notizia e anche dai sensi di colpa nei confronti di Gin, tanto che le confessa l’accaduto e Lei lo lascia. Alla morte della madre però, Step si rende conto di aver bisogno di Gin e decide di riconquistarla.

Tre volte te

Sono passati sei anni dal tradimento di Step. Gin lo ha effettivamente perdonato ed anzi i due sono prossimi alle nozze e a diventare genitori. Anche lavorativamente parlando Step ha fatto grandi progressi: ha una sua società di produzione che sta andando a gonfie vele. Ma proprio in questo momento di serenità, Babi ricompare sulla scena. E’ ancora sposata ma profondamente infelice e, soprattutto, ha un figlio di sei anni … avuto da Step! Così Lui si trova di nuovo a dover scegliere fra l’amore assoluto e passionale ma anche, in qualche modo, malato con Babi e la sua relazione con Gin, solida, serena e rassicurante. Intorno a loro si muovono alcuni vecchi amici e nuove conoscenze tra cui si intrecciano rapporti più o meno intensi e duraturi.

GIUDIZIO SU TRE VOLTE TE

Ho letto diversi romanzi di Moccia e l’ho conosciuto proprio partendo da “Tre metri sopra il cielo” nell’anno del suo boom. Quando ho visto in libreria “Tre volte te” non ho saputo resistere e l’ho acquistato. Fortunatamente, prima di iniziarlo, ho avuto l’accortezza di rivedere la versione cinematografica dei primi due romanzi, altrimenti avrei avuto difficoltà a seguire la trama: non è assolutamente adatto a chi non conosca già i precedenti capitoli della vicenda.

Lo stile di Moccia è semplice e lineare, adatto ad un pubblico giovane.

Il romanzo è pieno di flash back che servono a colmare i sei anni di distanza dalla puntata precedente e che un po’ appesantiscono la narrazione. Ho inoltre riscontrato alcune incongruenze probabilmente dovute all’età dell’autore: si parla di telefonini e non di smartphone, i social sono decisamente poco presenti, i personaggi, sebbene trentenni ai giorni nostri, conoscono i testi di tutte le canzoni di Lucio Battisti che, per altro, le radio mandano con una regolarità anacronistica. Gin, sebbene incinta, beve e fa un volo di lungo raggio, senza risentire minimamente dei problemi legati alla pressurizzazione dell’aereo.

Veniamo ora ai personaggi. Nulla da dire su quelli secondari, coerenti e ben costruiti. Ma i tre protagonisti principali fanno quasi arrabbiare: Step è un eterno indeciso e al lettore viene voglia di strappare a morsi le pagine con le sue profonde riflessioni sulla vita e prenderlo a calci per farlo rinsavire. Gin è fantastica, così buona da non sembrare vera. Babi è odiosa come sempre, manipolatrice e calcolatrice: è evidente a tutti meno che a Step.

Il finale poi è dolce e amaro e sistema le cose come difficilmente accade nel mondo reale.

Detto questo ho letto il romanzo tutto d’un fiato, senza potermi fermare. Moccia ha una specie di potere magico che travolge il lettore e lo trascina in questa storia d’amore realistica quel tanto che basta ma così passionale e profonda da far sognare ad occhi aperti. Spero che anche di questo romanzo facciano un film … possibilmente migliore dei due precedenti che non sono certo dei capolavori!

tre volte te

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