recensioni

Alessandra Carnevali “Uno strano caso per il commissario Calligaris” (1° di 3)

ALESSANDRA CARNEVALI

Alessandra Carnevali è nata a Orvieto. Si è laureata in lingue ed ha anche preso il diploma di autrice di testi musicali presso il CET di Mogol. Terminati gli studi, si è sempre dedicata a musica e scrittura: nel 2002 ha partecipato come autrice al Festival di Sanremo (“All’infinito” eseguito da Andrea Febo), dal 2005 gestisce un blog sulla musica italiana e dal 2007 è blogger accreditata del Festival.
Nel 2016 ha pubblicato con la Newton Compton (vincendo il premio “Ilmioesordio”) “Uno strano caso per il commissario Calligaris”, primo volume di una trilogia di gialli di cui è già uscito anche il secondo libro, “Il giallo di Villa Ravelli”.

UNO STRANO CASO PER IL COMMISARIO CALLIGARIS (1° di 3)

Adalgisa Calligaris è nata negli anni ’60 a Rivorosso, un paesino umbro. Non ha avuto un’adolescenza facile sia perché rimasta presto orfana di padre, sia, soprattutto, perché bruttina, in sovrappeso e secchiona. Gli anni di scuola, trascorsi in quasi totale solitudine, hanno portato Adalgisa a diventare una donna forte e sicura, del tutto indifferente al giudizio altrui e concentrata esclusivamente sul lavoro dove anche una donna brutta e dal carattere non facile può però dare il meglio di sè. Così, dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza con il massimo dei voti, la giovane donna è entrata in polizia ed ha fatto una brillante carriera, fino a diventare commissario, prestando servizio nei paesi campani dove la lotta alla mafia regna sovrana.
In seguito ad uno scontro a fuoco è rimasta ferita ed ha perso uno stimato collega. Ha dunque deciso di chiedere un’assegnazione provvisoria, di un anno, proprio nel sonnacchioso paese d’origine, sì da recuperare le forze e trascorrere del tempo con la madre ormai anziana.
L’arrivo del nuovo commissario sconvolge non poco la piccola stazione di Rivorosso ma ben presto i nuovi collaboratori imparano ad apprezzare quel capo certamente burbero ed indisponente ma anche efficiente e dall’intuito infallibile. Anche Adalgisa, dal canto suo, si ambienta presto nella nuova sede, coglie aspetti positivi e negativi di ciascun membro della squadra e li ottimizza. In paese evita i contatti al minimo, ma porta avanti quella che considera la sua unica debolezza: la passione per l’acquisto al mercato di abiti usati, che, a Rivorosso, condivide con altre cinque donne, la così detta Banda della Maglina.
Solo una persona riesce a mettere in crisi la formidabile commissario: il medico legale Carlo Petri, divorziato, bello, affascinante ed unico vero amore dell’Adalgisa ragazzina.
Poco dopo l’arrivo della Calligaris in Umbria, Rivorosso si rivela però decisamente meno sonnacchioso del previsto quando una turista americana, rinomata fotografa, alloggiata presso il lussuoso centro benessere di impostazione orientaleggiante “La rosa e l’ortica”, viene uccisa con un colpo d’arma da fuoco. Le indagini di Adalgisa e dei suoi collaboratori portano allora alla luce tutta una serie di altarini che coinvolgono diversi paesani e gli altri ospiti della struttura, legati gli uni con gli altri in modi piuttosto complessi. Ma la nostra Adalgisa riuscirà in tempi rapidi a sbrogliare il bandolo della matassa, in pieno stile Poirot.

GIUDIZIO

I primi capitoli del romanzo servono per inquadrare il personaggio Adalgisa e per descrivere la realtà del commissariato e del paese in generale e il lettore non ha modo di sentire la mancanza di un cadavere, immerso com’è nella vita di provincia resa assai ricca da personaggi più o meno insoliti ma tutti affascinanti ed esemplificativi dell’intero genere umano.
Quando poi il delitto effettivamente viene consumato ed iniziano le indagini, il ritmo diventa serrato ma la narrazione chiara e lineare consente di seguire la vicenda e anche di individuare l’assassino, forse giusto poco prima della Calligaris. La Carnevali ha dichiarato di non aver mai amato molto il genere giallo e di aver optato per questa tipologia di romanzo per una sorta di sfida contro se stessa. La sola giallista che ha sempre apprezzato è Agatha Christie ed in effetti il volume non solo fa più volte riferimenti espliciti alla celebre autrice ma ricorda i gialli classici di impostazione inglese anche nella struttura, con pochi scenari, un numero limitato di sospetti, alcune false piste ed indizi che devono essere incastrati fra loro come pezzi di un puzzle.
L’ironia e i dialoghi brillanti pervadono tutta la storia e l’uso, qua e là, del dialetto è decisamente piacevole.
In conclusione direi che il premio “Ilmioesordio” è meritatissimo ed ho già provveduto ad acquistare il secondo libro della serie.

Uno strano caso per il commissario Calligaris

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